GEDI conferma ufficialmente alle redazioni l’intenzione di vendere tutte le attività in tempi brevissimi, pertanto i giornalisti scelgono di scioperare in segno di protesta. I siti della Stampa e di Repubblica potrebbero rimanere fermi tra siti e pubblicazioni dei giornali. I giornalisti stanno valutando anche altre azioni: ecco cosa sta succedendo.

La Stampa esclusa dalla proposta di vendita

La proprietà Exor – società della famiglia Agnelli-Elkann – ha informato le redazioni, solo recentemente, dell’intenzione di vendere il gruppo GEDI. Il gruppo in questione include all’interno numerose testate e radio, tra cui: la Stampa, la Repubblica, HuffPost, radio Deejay, Capital e m20. Come forma di protesta i giornalisti della Stampa, a seguito di un’assemblea, hanno deciso di non pubblicare il giornale e di non aggiornare il sito per diverse ore. La redazione di Repubblica, come accennato poc’anzi, ha preso una decisione analoga proclamando uno sciopero per venerdì.

La questione in merito alla vendita del gruppo GEDI da parte di Exor sta evolvendo rapidamente senza, però, mancare di ulteriori trattative e proteste. Giovedì, infatti, si è tenuta una riunione tra i comitati di redazione (cdr) e l’azienda, la quale ha confermato il prolungamento fino a gennaio della trattativa con il gruppo greco Antenna. Antenna, tuttavia, ha manifestato disinteresse per la Stampa. La suddetta, storicamente legata alla famiglia Agnelli-Elkann, pare essere di interesse di NEM – società di imprenditori veneti che aveva acquistato, nel 2023, altri quotidiani da GEDI -. La possibile vendita separata della Stampa potrebbe causare diversi problemi, a causa dei servizi digitali e tecnici attualmente spartiti con il gruppo GEDI.

Gli scioperi da parte dei giornalisti continuano

Come riportato da Il Post i giornalisti appaiono tutt’altro che entusiasti, tant’è che hanno deciso di affrontare la questione vendita con una “stagione di lotta”. Il cdr della Stampa ha chiesto che venisse inserita una clausola che assicurasse garanzie di continuità occupazionale. La redazione ha, poi, approvato in seguito un pacchetto di cinque giorni di sciopero. Parallelamente anche la redazione di Repubblica ha scelto di agire, proclamando uno sciopero che potrebbe estendersi per altri quattro giorni. La protesta è volta ad assicurare non solo una garanzia per tutti i posti di lavoro, ma anche per assicurarsi che vi sia il rispetto della linea editoriale.

L’azienda non ha ancora fornito alcuna informazione certa all’unico giornale locale rimasto nel gruppo, La Sentinella del Canavese. In conclusione, il sottosegretario all’informazione Barachini, ha convocato i responsabili del gruppo GEDI e il cdr della Stampa, proponendo un incontro la prossima settimana. La protesta da parte delle redazioni è ancora viva e attualmente incoraggiata dalla consapevolezza, da parte dei giornalisti, che la gestione Exor tendesse alla riduzione dei costi e contribuisse al declino del gruppo.

Stefania Cirillo