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Lirio Abbate non è più il direttore de L’Espresso, il motivo secondo Dagospia

Il direttore del settimanale L’Espresso è stato sollevato dall’incarico di direttore. L’editore Danilo Iervolino ha comunicato al Comitato di redazione che per i rappresentanti sindacali dei giornalisti si tratta di una “immediata e immotivata sostituzione“. Dagospia ipotizza quale potrebbe essere il motivo dietro la repentina rimozione di Abbate.

L’Espresso, Lirio Abbate sollevato dall’incarico di direttore

Lirio Abbate non è più il direttore de L’Espresso, il motivo secondo Dagospia
Lirio Abbate – Photo Credits Massimo Percossi

A marzo 2022, la storica testata L’Espresso è stata venduta dal gruppo Gedi, guidato da John Elkann, alla BFC Media dell’imprenditore campano Danilo Iervolino, fondatore dell’Università telematica Pegaso, poi ceduta al fondo Cvc Capital partners, e anche proprietario della Salernitana. I due hanno siglato un accordo che prevede – fino a marzo 2023 – l’uscita in abbinamento del settimanale con il quotidiano La Repubblica.

Lirio Abbate, direttore del settimanale, è stato ora sollevato dall’incarico e, a comunicarlo al Comitato di redazione, è stato proprio l’editore Iervolino. Una decisione che, secondo i rappresentanti sindacali dei giornalisti, è “immediata e immotivata, e aggiungono “nel momento in cui deve essere attuato il piano editoriale”.

Ciò ha provocato l’immediata reazione della redazione, che ha proclamato lo stato di agitazione, oltre che una riunione permanente dell’assemblea. Inoltre il Cdr annuncia l’intenzione di prendere “ogni tipo di iniziativa” a tutela del “prestigio” e della “indipendenza” della testata.

Abbate non è più il direttore del settimanale, la motivazione secondo Dagospia

Ma dunque, cosa sarebbe accaduto? La motivazione dietro la rimozione di Abbate dalla direzione de L’Espresso sarebbe per Dagospia da ricercare nell’inchiesta, pubblicata nell’edizione di domenica 11 settembre, sulla deforestazione in Amazzonia

Vi spieghiamo meglio. Secondo quanto ipotizzato da Paolo Biondani e Pietro Mecarozzi, Exor e Cnh Industrial di Elkann sarebbero tra le società finanziatrici dei colossi brasiliani accusati di devastare il polmone verde sudamericano. Questa ricostruzione avrebbe infastidito molto Elkann, che avrebbe a sua volta messo al corrente Iervolino, con il quale – ricordiamo – resta in ballo l’accordo fino a marzo prossimo, per la distribuzione del settimanale con La Repubblica.

Andrea Griva, a capo della comunicazione del Gruppo Gedi, si è espresso come segue, annunciando di aspettarea braccia aperte” il ritorno di Abbate nel Gruppo Gedi:

Ho letto la Dagonota secondo cui la rimozione di Lirio Abbate dalla direzione de l’Espresso sarebbe stata richiesta da Exor o da Cnh Industrial. Sei fuori strada, e ti do una notizia: aspettiamo a braccia aperte il ritorno di Lirio nel Gruppo Gedi (controllato da Exor).

Fonte: il Fatto Quotidiano

Serena Pala

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