Il leader di Hezbollah, Hassan Nasrallah, è stato ucciso ieri nell’attacco aereo di ieri sera a Beirut. Lo dicono le forze di difesa israeliane. La sua eliminazione, spiegano, “non è la fine degli strumenti nella cassetta degli attrezzi. Il messaggio è semplice: sapremo come arrivare a chiunque minacci i cittadini dello Stato di Israele”. Le parole sono del tenente generale Herzi Halevi, che ha annunciato così l’assassinio del capo del terrorismo di Hezbollah.
Nasrallah è morto dopo 30 anni di potere
Nasrallah nel 1992 ha ereditato il bastone del comando da Abbas Musawi, ucciso da missili sparati da un elicottero israeliano. 64 anni, da tempo agisce da remoto ed è circondato da un sistema di sicurezza composto da più uomini. Appare raramente in pubblico dopo la guerra tra il suo movimento e l’esercito israeliano nell’estate 2006. Che si è conclusa secondo lui con una «vittoria divina». La sua residenza è segreta. Nasrallah ha trasformato Hezbollah in una forza politica rappresentata in parlamento e nel governo. Ha sviluppato l’arsenale del suo gruppo, che secondo lui dispone di 100 mila combattenti e di armi potenti, tra cui missili ad alta precisione. Dall’inizio della guerra di Gaza ha aperto e gestito il fronte libanese.
“Durante i suoi 32 anni di regno come segretario generale di Hezbollah, Hassan Nasrallah si è reso responsabile dell’omicidio di molti civili e soldati israeliani e della pianificazione e dell’esecuzione di migliaia di attività terroristiche”, si legge in un comunicato delle IDF. “Era responsabile della direzione e dell’esecuzione di attacchi terroristici in tutto il mondo, in cui venivano assassinati civili di varie nazionalità. Nasrallah era il decisore centrale e il leader strategico dell’organizzazione”, aggiungono le IDF.





