Nella notte tra il 30 giugno e l’1 luglio sul sito ufficiale della NBA appare un comunicato firmato da Adam Silver, l’allora spalla di David Stern, in cui vengono spiegati i motivi per cui il contratto collettivo appena scaduto non è stato rifirmato. In altre parole viene dichiarato il Lockout.

Le cause del Lockout

Al tempo la macchina NBA ogni anno produceva 4,2 miliardi di dollari. Di questi il 57% spettavano ai giocatori percentuale troppo alta secondo la lega che al termine della stagione si era ritrovata con oltre il 70% delle franchigie in passivo. Inoltre anche la gestione del salary cap, che ammontava a 58 mln, era al centro di varie dispute a causa della sua flessibilità ritenuta eccessiva. Durante il Lockout traducibile con “serrata” le squadre non possono muoversi sul mercato, non possono avere rapporti con i propri giocatori e soprattutto non si può giocare né gare ufficiali né amichevoli. Diversi atleti optano per tenersi in forma di andare a giocare o in Europa o in Asia con una clausola contrattuale chiamata NBA escape che interrompe immediatamente il contratto in caso ripartisse la stagione.

La lettera della svolta

“Mr James,
Sono una cameriera afroamericana di Cleveland, sola e con un figlio a carico. Lavoro duro per regalare al mio bambino un futuro migliore nonostante da queste parti non sia sempre facile, e lei, mr LeBron, dovrebbe saperlo.
Sono giorni duri questi, più duri del solito. Con le luci della Quicken Loans Arena spente, senza le partite dei Cavs i ristoranti guadagnano meno, e noi cameriere quasi non riceviamo mance.
Mr James, mentre voi discutete per avere qualche milione in più sul vostro già abbondante conto corrente, noi qui lottiamo con i denti e con gli artigli per garantirci un pasto, una casa e un’ istruzione per i nostri figli, ma abbiamo bisogno del vostro aiuto.
Abbiamo bisogno che torniate a giocare.”

Queste toccanti parole smuovono i i sentimenti di Lebron che contatta Fisher, l’allora presidente della NBPA, per far in modo che la stagione riparta. Così dopo 149 giorni viene trovato un accordo e il 25 dicembre comincia la stagione NBA ridotta a 66 partite e che come tutte le favole si conclude con il lieto fine: la vittoria del primo anello di Lebron James, lo stesso James che ha mosso mari e monti per far iniziare la stagione.

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