Il procuratore generale del Minnesota, Keith Ellison, ha annunciato che intenterà una causa contro il governo federale, con l’obiettivo di rimuovere tutti gli agenti dell’ICE dallo Stato. «Questa è essenzialmente un’invasione federale delle Twin Cities, e deve cessare», ha dichiarato durante una conferenza stampa. «Questa ondata di violenza ci ha resi meno sicuri».
La causa contro il Dipartimento per la Sicurezza Interna arriva dopo che Jonathan Ross, un agente dell’ICE, ha sparato alla trentasettenne Renee Nicole Good, mentre quest’ultima era al volante della sua auto, uccidendola. L’omicidio, avvenuto pochi giorni fa, ha scatenato grandi proteste e polemiche in tutto il Paese.
Il governatore del Minnesota vuole l’ICE fuori dallo Stato
Ellison ha descritto gli agenti come scarsamente addestrati e li ha confrontati con l’addestramento della polizia cittadina, osservando come quest’altra sia stata costretta a intervenire in almeno venti casi di apparenti rapimenti di residenti di Minneapolis da parte di membri dell’ICE.
«Stanno effettuando arresti incostituzionali e usando una forza eccessiva», ha detto. «Questo deve finire. Siamo chiari: non sarebbe mai dovuto iniziare». Ellison ha poi suggerito che l’amministrazione Trump abbia preso di mira il Minnesota per pregiudizi politici: «Donald Trump non sembra amare molto il nostro Stato».
Anche il sindaco di Minneapolis chiede di intervenire nelle indagini
Nel frattempo, il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey, ha chiesto al governo federale di consentire al Suo stato di essere coinvolto nelle indagini sulla sparatoria, affermando che l’amministrazione Trump sarebbe stata sin troppo veloce a «saltare su una narrazione, invece che sulla verità».
Nel programma Meet the Press della NBC, Frey ha affermato che l’FBI dovrebbe includere l’ufficio di polizia criminale del Minnesota nelle sue indagini. «Dobbiamo agire in modo trasparente, e ciò che ho contestato fin dall’inizio è stata una narrazione che è giunta a questa conclusione fin dall’inizio», ha detto. «Quando si ha un’amministrazione federale che è così veloce a saltare su una narrazione anziché sulla verità, penso che dovremmo tutti far sentire la nostra voce».
Federica Checchia





