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Il Parlamento europeo chiede di riformare l’Unione

Nel weekend si è tenuta a Strasburgo l’ultima plenaria della Conferenza sul Futuro dell’Europa (Cofoe), il percorso di democrazia partecipativa iniziato lo scorso anno e pensato per mettere cittadini selezionati casualmente al centro della vita politica dell’Ue. Durante la conferenza è stata avanzata la richiesta di cambiare i trattati.

Il bilancio si farà il 9 maggio, festa dell’Europa, quando i co-presidenti della Cofoe presenteranno la relazione finale ai presidenti delle istituzioni di Bruxelles. Sarà presente alla cerimonia al Parlamento Europeo a Strasburgo anche il capo dell’Eliseo, Emmanuel Macron, presidente di turno del Consiglio dell’Unione Europea, che ha fatto della necessità di riforma delle istituzioni Ue una bandiera politica.

“Riforma” parola chiave del Parlamento europeo

Dopo il consenso sulle proposte finali raggiungo ieri dalle quattro componenti della plenaria – parlamenti nazionali, Commissione, Consiglio e Parlamento europeo – la giornata di oggi è aperta con gli interventi dei cittadini. Valentina Balzani, una delle cittadine selezionate a sorte tra i 450 milioni di europei, “A inizio Conferenza tanti di noi conoscevano davvero poco l’Unione Europea, ora sappiamo cosa c’è in gioco. Siamo stati catapultati in un’esperienza davvero incredibile e unica durante la quale abbiamo discusso e ragionato a lungo sui tempi più disparati”.

Nel suo intervento in Aula Balzani ha messo l’accento anche sul percorso di evoluzione che ha portato il gruppo eterogeneo di centinaia di persone diverse per nazionali, età, status sociale e bagaglio culturale a “trovare la quadra” sul vasto documento di proposte. “Ci siamo arrabbiati, siamo stati insoddisfatti e impazienti, abbiamo pianto, ma abbiamo anche riso tantissimo. Siamo cittadini europei, ci abbiamo creduto e continuiamo a crederci” ha sottolineato la cittadina.

I protagonisti dell’ultima Cofoe

Tra i protagonisti di quest’ultimo capitolo della Cofoe ci sono anche gruppi politici del Parlamento europeo, istituzione che si preannuncia la capofila nel futuro percorso di applicazione delle proposte. Una strada piena di insidie e per molti già compromessa dalle resistenze degli Stati membri a ogni tentativo di maggiore integrazione Ue. In ogni caso i relatori dei cinque gruppi politici che rappresentano un’ampia maggioranza dell’Aula – Partito popolare europeo, Socialisti e Democratici, Renew Europe, Verdi e Sinistra – hanno concordato che il progetto di proposta rappresenta un importante risultato politico al quale hanno promesso di dar seguito.

Al contrario, i rappresentanti di Identità e Democrazia e dei Conservatori e Riformisti europei hanno invece affermato che le proposte non riflettono affatto l’opinione pubblica nell’Ue e dunque non le appoggeranno. L’attenzione si è quindi proiettata al dibattito in Aula che si terrà martedì prossimo e che vedrà avviato un processo di riforma del trattato che disciplina il funzionamento dell’Unione. Nello stesso giorno si assisterà anche al discorso all’emiciclo di Strasburgo del Presidente delConsiglio Mario Draghi, seguito dal dibattito con gli europarlamentari.

Questi gli eventi che permetteranno di capire se la consegna della relazione finale della Cofoe rappresenterà o meno l’inizio di una nuova stagione per l’Ue.

Ginevra Mattei

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