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Aprile 21, 2021, mercoledì

Il pescatore, storia di Nina che andò via scomparendo nel mare

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Benvenuti nell’universo narrativo di StoryLine. Abbiamo voluto dedicare la puntata di oggi in occasione dell’avvicinarsi dell’anniversario della sua morte a Fabrizio De Andrè. Per realizzare il racconto di oggi ci siamo ispirati a tre canzoni del grande poeta genovese. Stiamo parlando di “Ho visto Nina volare”, “La canzone di Marinella” e “Il pescatore” che abbiamo fuso realizzando un’unica storia.

Il pescatore, l’inizio

Un pescatore se ne stava a fissare il tramonto in riva al mare come faceva da una vita. Da molti anni s’era dedicato esclusivamente alla pesca andandosene dal mondo anche se sopra la barba folta e canuta sulla fronte un segno raccontava per sempre il suo triste passato che non aveva mai dimenticato. Ancora infatti si sdraiava sulla spiaggia per sentirla cantare e ancora andava fuori alla sua porta sperando di vederla di nascosto tornare. Anzi lui nemmeno se la voleva ricordare l’ultima sera che l’aveva vista scomparire tra le acque mentre era terra svenuto mentre sanguinava. Non aveva mai affrontato l’argomento e nemmeno ci stava pensando anche adesso mentre riposava prima di raccogliere le reti e consumare un frugale pasto.

Si era assopito da qualche minuto sorridendo come se in quel momento lei fosse accanto a lui quando all’improvviso una voce lo chiamò. “Vecchio”, disse quello che sembrava un giovane. “Giovanni”, disse il vecchio pescatore senza nemmeno affannarsi a capire chi veramente fosse. Da qualche tempo la sua vista non era più quella di prima ed in più quel tono deciso che lo aveva destato senza la minima paura sembrava di conoscerlo. O forse nemmeno lui credeva che ci fosse veramente qualcuno visto che non aveva più tanti amici se non qualche occasionale cliente che veniva a comprare il pesce. “Hai qualcosa da mangiare?”, chiese il misterioso uomo, “ti prometto che mi fermo solo un po’ poi vado ad imbarcami”.L’hai trovata?”, disse il vecchio pescatore, “hai trovato Nina?”.

Abbiamo dedicato questa puntata a il pescatore ed altre canzoni di De Andrè in occasione dell'avvicinarsi dell'anniversario della sua morte
Nina accarezzata dal vento volava via, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Ho visto Nina volare

Sono un assassino”, disse il misterioso uomo, “non ho tempo da perdere”. “Lo so che lo sei” disse, il vecchio pescatore che nel frattempo aveva rifocillato il suo strano ospite con pane e vino. “Vedi Giovanni”, continuò il vecchio masticando del pane, “tutti gli uomini uccidono il tempo, la vita, l’amore e forse anche Nina si meritava questo? Si meritava un assassino,?”. “Non so”, rispose l’ospite, “è tutto così confuso”. “È normale essere confusi”, quando si è giovani“, asserì il vecchio, “anche sembra tutto così chiaro come quando la vedesti per la prima volta te lo ricordi?”. Immediatamente sentì nelle sue orecchie il cigolio di un altalena che andava su e giù mentre Nina accarezzata dal vento volava via con il sole che colorava il suo sorriso. Sentì ancora l’urlo del suo protettore che la picchiava e le ordinava di andare a lavoro in strada.

Da allora hai ucciso Giovanni”, proseguì il vecchio, “hai ucciso l’obbligo della tua famiglia che non era d’accordo, hai ucciso il ricordo degli amici inseguendo Nina, inseguendo l’amore. E non puoi non ammettere quanto vi siete amati, avete sorriso, vi siete baciati. Finchè non hai deciso di portarla via promettendola di liberala. Avevi deciso dire un giorno d’Aprile dire addio al carcere della tua vecchia vita. Quando i tuoi avrebbero saputo, tu saresti stato già lontano e la tua famiglia non sarebbe stata disonorata”. “Non volevo”, disse il misterioso commensale, “sono stato ingannato, non ragionavo, non è stato colpa mia. È successo quasi senza che me ne accorgessi”.

Il suo vestito rosso che scivolava sull’acqua, immagine realizzata dal pittore Sergio Totaro

Scivolavi via

“Non potevi saperlo che loro sapessero Giovanni. Non potevi sapere che loro sarebbero stai li quel giorno e l’avrebbero seguita fino al mare. Ricordi solo le botte e il suo vestito rosso che scivolava via sull’acqua mentre imploravi Nina di portarti via con lei. E da allora non fai che andare alla sua porta aspettando che torni, una due, cento volte, in una smisurata preghiera che tutto possa redimerla e riabbracciarla”, affermò il pescatore. “Tornerà”, disse lo strano amico urlandolo all’orizzonte mentre scappava di corsa. “Corri Giovanni, corri”, disse, “Nina sta venendo a prenderti”.

Il vecchio si stese e chiuse gli occhi mentre la vedeva arrivare. Il giorno appresso senti due persone parlare di un assassino ma non ci fece caso rimanendo steso nonostante lo smuovessero di continuo. Un felice sorriso illuminava il suo volto ora che ormai sapeva che Nina era li a vegliare su di lui. Intorno a lui i due affianco cominciarono a sussurrare tra loro. ”Avvertiamo la centrale, Giovanni Mirto è morto”.

Stefano Delle Cave

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Stefano Delle Cavehttp://wwww.metropolitanmagazine.it
Stefano Delle Cave è scrittore, giornalista pubblicista e regista. Laureato magistrale in D.A.M.S. all’Università di Roma Tre. Gli articoli redatti da Stefano giornalista hanno per tema il cinema, la cultura e la società civile in genere.
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