Donald Trump propone la sua soluzione per Gaza ed è un piano shock: gli Stati Uniti prendono possesso della striscia “con una posizione di proprietà di lungo termine”, se necessario inviando truppe per il “takeover”; gli oltre due milioni di palestinesi che la chiamano patria si trasferiscono in massa e in modo permanente altrove, in “un buono, fresco, bellissimo pezzo di terra”, un trasloco pagato “da paesi interessati con un cuore umanitario”; Gaza viene poi ricostruita sotto il vigile controllo di Washington e trasformata in una sorta di prosperoso resort internazionale. La Striscia di Gaza è un “simbolo di morte e distruzione” per molti decenni e un posto “sfortunato”, ha detto il presidente Usa Donald Trump, nella conferenza alla Casa Bianca, con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, ribadendo quello che più volte ha sostenuto durante la giornata. Trump ha nuovamente espresso la convinzione che Gaza non dovrebbe “attraversare un processo di ricostruzione e occupazione da parte delle stesse persone che hanno vissuto un’esistenza miserabile lì”. Il presidente Usa ha rimarcato in conferenza stampa la necessità che i palestinesi dovrebbero andare in altri Paesi, senza – come annota The Guardian – nominarne nessuno in particolare: “Potrebbero essere dei siti o potrebbe essere un unico grande sito” dove le persone vivrebbero “in tutta comodità e pace”, ha detto, sostenendo ancora una volta che “l’unica ragione per cui i palestinesi vogliono tornare a Gaza è che non hanno alternative”.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha anche detto di aver lasciato “istruzioni” secondo cui se l’Iran lo assassinerà, il Paese sarà “annientato”.
Trump lo ha detto ai giornalisti nello Studio Ovale della Casa Bianca, dove ha firmato un ordine esecutivo per aumentare la pressione su Teheran. “Ho lasciato istruzioni: se lo fanno, saranno annientati, non rimarrà nulla”, ha aggiunto. A novembre, il Dipartimento di Giustizia aveva annunciato di aver sventato un complotto iraniano per uccidere Trump prima delle presidenziali
Su Gaza, dove oggi è in atto un’ancora fragile tregua, non è chiaro quale autorità Washington potrebbe invocare per rilevare o comprare la striscia. Né se la proposta vada presa alla lettera, oppure rappresenti una provocazione per chiamare altre nazioni della regione ad accelerare risposte. Non è la prima volta, di sicuro, che Trump suggerisce un trasferimento dei palestinesi in Egitto o in Giordania, tra le proteste dei protagonisti. Ma questa volta non si è fermato qui, ha offerto una visione più articolata.





