Cultura

Le lezioni de Il Piccolo Principe

Un uomo, consapevole di aver perso la cosa più preziosa della vita – l’infanzia – si trova al cospetto di una “personcina” dalle domande ostinate e dal pensiero divergente. L’amicizia con il Piccolo Principe gli darà spiegazioni profonde e massime che non si possono dimenticare.

Il mondo dei grandi

I grandi non capiscono mai niente da soli e i bambini si stancano di spiegargli tutto ogni volta.

Abbandonare il mondo dell’infanzia, pare essere allora l’abbandono in qualche modo la vera conoscenza. Il ragionamento puro, senza vincoli imposti, senza barriere costruite per un miglior inserimento sociale, sembra essere possibile solo finché non arriva l’età adulta. Essa pare raffreddare l’anima in una superficialità estesa, che nasconde tutto ciò che veramente importa sotto una coltre spessa di indifferenza.

Le cose importanti

Se vi ho raccontato tanti particolari sull’asteroide B612 e vi ho rivelato il suo numero, è proprio per i grandi che amano le cifre. Quando voi gli parlate di un nuovo amico, mai si interessano alle cose essenziali. Non si domandano mai: “Qual’è il tono della sua voce? Quali sono i suoi giochi preferiti? Fa collezione di farfalle?” Ma vi domandano: “Che età ha? Quanti fratelli? Quanto pesa? Quanto guadagna suo padre?” Allora soltanto credono di conoscerlo.

Così il mondo dei grandi si è talmente tanto abituato all’astrazione matematica, al calcolo al conteggio che anche i rapporti divengono una questione di numeri. Anche la qualità, nel mondo adulto diviene quantificabile. Ma i numeri, seppur precisi, non hanno le sfumature. Cinque palline verdi e cinque palline blu non sono la stessa cosa, se io amo le palline verdi. Il Piccolo Principe ci aiuta a tornare, anche solo per poco in un mondo dove ciò che importa è solo ciò che si sente, ciò che si ama, e non ciò che si conta.

Il Piccolo Principe - disegni di Antoine De Saint Exupéry - Photo credits: Web
Il Piccolo Principe – disegni di Antoine De Saint Exupéry – Photo credits: Web

Imparare l’amore

Non ho saputo capire niente allora! Avrei dovuto giudicarlo dagli atti, non dalle parole. Mi profumava e mi illuminava. Non avrei mai dovuto venirmene via! Avrei dovuto indovinare la sua tenerezza dietro le piccole astuzie. I fiori sono così contraddittori! Ma ero troppo giovane per saperlo amare.

Che al tuo fianco ci sia una pecora, un principe o un fiore civettuolo, poco importa. L’amore si dà senza remore; e se chi ci sta a fianco è capace di ferirci con parole pronunciate velocemente, allora bisogna fermarsi a pensare, a cercare di capire. Niente è importante se non i fatti, quando si è imparato l’amore.

Il potere

Il re teneva assolutamente a che la sua autorità fosse rispettata. Non tollerava la disubbidienza. Era un monarca assoluto. Ma siccome era molto buono, dava degli ordini ragionevoli.

Bisogna esigere da ciascuno soltanto ciò che ciascuno può dare. Ed è questa la parte più difficile dell’esercizio del potere. Il re spiega tutto al Piccolo Principe, felice com’è di avere finalmente un suddito in carne ed ossa, e per comprare la sua permanenza gli offre il Ministero della giustizia, spiegando che il suo compito, essendo l’unico suddito, sarà giudicare se stesso. E così come nell’esercizio del potere la parte più difficile è mantenere la ragionevolezza, così passare a setaccio sotto la lente del giudizio se stessi è molto più difficile che farlo sugli altri.

Il possesso nel Il Piccolo Principe

In uno dei pianeti abita un uomo molto serio, che fa di conto tutto il giorno. Egli asserisce di contare il numero delle stelle che possiede. Le possiede in quanto è stato il primo a pensare di possederle, e per dimostrarlo le conta, scrive il numero su un biglietto che chiude in una banca.

Io, disse il Piccolo Principe, “possiedo un fiore che annaffio tutti i giorni. Possiedo tre vulcani dei quali spazzo il camino tutte le settimane. Perché spazzo il camino anche di quello spento. Non si sa mai. È utile ai miei vulcani, ed è utile al mio fiore che io li possegga. Ma tu non sei utile alle stelle…”

Pare essere uno scambio. È sano possedere qualcosa se la cosa posseduta ha un guadagno in tale rapporto. Così anche il possesso diviene un’opera di responsabilità. Possedere qualcosa equivale ad esserne responsabile.

Il Piccolo Principe - Photo Credits: Web
Il Piccolo Principe – Photo Credits: Web

Il Piccolo Principe e i legami

Che cosa vuol dire addomesticare? È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire “creare dei legami”

La responsabilità è qualcosa che copre anche il mondo dei legami e degli affetti. Sei responsabile per sempre dei rapporti che costruisci, ed ognuno di essi sarà speciale, unico. Ognuno di essi arricchirà le tue giornate, il circostante moltiplicherà i suoi significati, ogni rapporto si rispecchierà in tutto ciò che hai intorno, come ricordo, come pensiero. È per questo che la lezione più importante del Piccolo Principe è quel segreto svelatogli dalla Volpe: “non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”. Non sono le cose che cambiano di fronte a noi; sono i nostri legami affettivi che trasformano i nostri sguardi.

Laura Piro

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