Si è aperto oggi, 23 settembre, con l’udienza pre-dibattimentale a porte chiuse, il processo a Chiara Ferragni: un primo passaggio tecnico per la costituzione delle parti civili: le due associazioni, Casa del consumatore e Adicu, e di una signora che aveva acquistato il pandoro pensando di fare beneficenza.

L’udienza è stata rinviata al 4 novembre, quando verrà comunicato se le parti civili saranno ammesse. Non è stata discussa la possibilità di scegliere riti alternativi. L’ipotesi più plausibile è che le parti trovino un accordo economico, per poi valutare se richiedere l’abbreviato. “Sapremo chi saranno i partecipanti a questo processo. Nelle prossime udienze si valuterà il tipo di rito, intanto è stato fatto un calendario”, hanno dichiarato i legali di Chiara Ferragni all’uscita dall’aula del Tribunale di Milano

Oltre alle due associazioni, ha chiesto di costituirsi come parte civile anche una signora di 70 anni, Adriana di Avellino, che aveva acquistato il pandoro di Chiara Ferragni pensando di fare beneficenza. La donna ha fatto sapere, attraverso la sua avvocata, che ha comprato il pandoro al prezzo di nove euro e di aver poi scoperto della presunta truffa. La sua richiesta di risarcimento è pari a 500 euro.

Oltre a Chiara Ferragni, che non si è presentata in aula per il processo, è stato convocato l’ex braccio destro, Fabio Maria Damato, e il presidente del Cda di Cerealitalia (a capo di Dolci Preziosi), Francesco Cannillo. Inoltre, è stata emessa la sentenza di non luogo a procedere per Alessandra Balocco, deceduta poco tempo fa.