C’è anche la foto della premier Giorgia Meloni nell'”elenco di coloro che dovranno attendere la vendetta della nazione iraniana” apparso sul portale online del quotidiano iraniano Hamshahri, di proprietà del comune di Teheran e tra i più diffusi del Paese. L’immagine raffigura una serie di leader mondiali in divisa arancione da detenuto, con in testa il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, entrambi con un mirino disegnato sulla testa. Lo stesso quotidiano richiama, a corredo dell’immagine, le parole pronunciate oggi dal leader iraniano Mojtaba Khamenei sul fatto che vendicare suo padre, il defunto Ali Khamenei, sia il “volere della nazione”.
L’immagine pubblicata dal quotidiano di Teheran raffigura una serie di leader mondiali in divisa arancione da detenuto, con in testa il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente statunitense Donald Trump, entrambi con un mirino disegnato sulla testa. Lo stesso quotidiano richiama, a corredo dell’immagine, le parole pronunciate dal leader iraniano sulla vendetta per il padre, sia quelle sul “volere della nazione”.
L’immagine, pubblicata sul quotidiano iraniano con il titolo “La vendetta è inevitabile”, vede anche la Meloni
L’immagine, pubblicata con il titolo “La vendetta è inevitabile”, ritrae anche il ministro della Difesa israeliano Israel Katz e il segretario statunitense alla Difesa Pete Hegseth, oltre al segretario agli Esteri Usa Marco Rubio e al comandante del Comando centrale (Centcom) Usa Brad Cooper. Figurano anche Mike Huckabee, ambasciatore statunitense in Israele, e altri due israeliani: il Capo di Stato maggiore dell’esercito Eyal Zamir e il ministro degli Esteri Gideon Sa’ar. Chiudono la lista il cancelliere tedesco Friedrich Merz, il presidente francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer. “I criminali si porteranno nella tomba il desiderio di una morte tranquilla”, recita il sottotitolo con citazione dell’ultimo messaggio di Khamenei.
Intanto, Hormuz chiuso e attacchi continui tra Iran e USA
Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran nelle prime ore di domenica mattina, in seguito a un attacco iraniano contro una nave nello Stretto di Hormuz. “Il Comando centrale degli Stati Uniti ha completato una terza serie di attacchi contro l’Iran, ritenendo le forze iraniane responsabili dell’attacco a un’altra nave mercantile nello Stretto di Hormuz”. È quanto si legge sull’account ufficiale del Centcom.
“Le forze statunitensi – viene spiegato – hanno colpito circa 140 obiettivi militari iraniani con munizioni di precisione lanciate da aerei da combattimento con base a terra e in mare, droni e navi da guerra. Tra gli obiettivi figuravano siti iraniani di missili e droni, risorse navali, depositi di munizioni, reti di comunicazione e postazioni di sorveglianza costiera”. “Nel corso delle tre notti di attacchi di questa settimana, il Centcom ha colpito più di 300 obiettivi su ordine del Comandante in Capo, al fine di ridurre la capacità dell’Iran di attaccare i marittimi civili e le navi mercantili che transitano liberamente nello Stretto. Il transito delle navi mercantili attraverso questo vitale corridoio marittimo internazionale prosegue. Dall’inizio di maggio, le forze statunitensi hanno contribuito a facilitare il transito di oltre 800 navi commerciali e 400 milioni di barili di petrolio greggio attraverso lo Stretto di Hormuz”, conclude il Centcom sui social.
Intanto, la Marina delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz fino a nuovo avviso. Lo riferisce l’agenzia di stampa turca Anadolu. La decisione rischia di avere forti ripercussioni sul transito marittimo globale, trattandosi di uno dei passaggi strategici più importanti al mondo per il commercio di petrolio e gas energetici.





