Arte e Intrattenimento

“Il respiro degli angeli”, la vita di Antonio Vivaldi narrata da Emanuela Fontana

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Antonio Vivaldi: tutti lo conosciamo come il compositore de Le quattro stagioni, sicuramente tra i suoi concerti per violino più famosi. Quanti sanno che il padre stesso, Giovanni Battista Vivaldi, era un violinista? O che Antonio era un sacerdote soprannominato “Prete rosso” per i suoi ribelli e rossi capelli? Tra i massimi esponenti della musica barocca, il suo nome è talmente ricco di composizioni da oscurare l’uomo dietro la storia. Una vita fatta di problemi di salute sin dalla più tenera età, ma anche di scoperta per la musica, di passione, di amore per la sua allieva cantante lirica Anna Girò (o Giraud), nome d’arte di Anna Maddalena Tessieri.

È questo che Emanuela Fontana, autrice de Il respiro degli angeli: Vita fragile e libera di Antonio Vivaldi, ha scelto di raccontarci nelle pagine del suo romanzo storico. Al termine del libro ci parrà di essere stati spettatori della vita del compositore. Dei confidenti privilegiati per aver conosciuto l’uomo di carne ed ossa, di stenti e passioni, e insieme a lui essere stati partecipi della metamorfosi del suo nome e della sua musica, dal piccolo Toni al Maestro Antonio Vivaldi.

“Il respiro degli angeli”, gli elementi della vita di Vivaldi

Ci troviamo nella Venezia del 1688. Giovanni Battista, detto Giambattista, Vivaldi mantiene i suoi cinque figli occupandosi delle barbe e dei capelli dei signori della Serenissima, e ogni tanto li intrattiene suonando nella sua bottega il suo violino, vera passione dell’uomo mai veramente perseguita. Tra i suoi figli c’è Antonio, detto Tonino, dalla chioma rossa come il fuoco. Ha dieci anni ed è un bambino fragile, tenuto sotto stretta osservazione dalla madre che ha paura di perderlo. A Tonino manca l’aria, l’aria fresca, l’aria della libertà, e il suo cuore corre più veloce di quanto non possano andare le gambe.

Come spesso accade quando si scopre una passione fondamentale per la propria vita, per caso un giorno Tonino si ritrova il violino del padre tra le mani. Non lo aveva mai toccato prima, eppure un’improvvisa melodia furiosa rapisce tutti i presenti nella bottega del padre, compresi i giovani Alessandro e Benedetto Marcello, destinati a diventare suoi amici e rivali per tutta la vita. Da quel momento scocca la scintilla, Toni capisce che la musica gli scorre nelle vene, non si separerà più dal suo violino. Neppure quando, da lì a poco, è costretto dalla famiglia a prendere la via del sacerdozio.

Aria, acqua, fuoco e terra: le quattro stagioni di Antonio Vivaldi

Dire messa affatica Antonio, gli provoca crisi respiratorie. Ma la musica diventa presto la sua aria, e quando un giorno si stanca di suonare quella degli altri inizia a comporre la sua. Genio fragile e pieno di contrasti, generoso e altrettanto smanioso di fama e gloria, inizia ad insegnare canto alle organe di Venezia. Frequenta corti sfarzose, compone musica sacra ma anche concerti di enorme successo e decine di opere che allestisce personalmente nei teatri d’Europa. All’apice della sua estate più lucente, tra la servitù della corte di Mantova, conosce la sola donna importante della sua vita, la giovanissima Anna Girò. Si innamora di lei, della sua voce e del suo talento a tal punto da avviarla alla carriera di cantante lirica. Un sodalizio spirituale e creativo che causa pettegolezzi e scandali, ma che ispira Antonio a comporre alcuni dei concerti più immortali della storia, tra cui Le quattro stagioni.

Il ritmo è respiro

Se la vita di Antonio Vivaldi fosse un film potremmo dire che il main theme della colonna sonora sarebbe Le quattro stagioni. Il romanzo sembra echeggiarlo a livello letterario, un’alternanza di allegro, presto, adagio e largo, che dà ritmo al susseguirsi delle vicende della vita di Tonino. Una vita segnata metaforicamente anche dagli elementi naturali, aria, acqua, fuoco e terra, per finire con un “respiro degli angeli”, con cui l’autrice decide di separare il libro in cinque parti diverse dedicate alle “stagioni” della vita del compositore.

Si susseguono capitoli ambientati su due linee temporali diverse, quelli che ripercorrono la vita di Toni scritti al passato e quelli che rispecchiano il presente della narrazione che vedono protagonista un anziano Antonio Vivaldi vagare nelle strade innevate di Vienna alla ricerca di qualcuno a cui vendere la sua musica. Le lettere che si scambia con la sua Anna ad intervallo tra i capitoli, l’uso del dialetto nei dialoghi, e i capitoli scritti dal punto di vista della cantante, sono dettagli che arricchiscono la lettura rendendola immersiva, facendo entrare fin da subito il lettore nell’ambientazione e nella storia, e forniscono pause e respiri a quel ritmo serrato di vicende e di salti cronologici.

Emanuela Fontana, l’autrice

Emanuela Fontana, nata a Milano ma residente a Roma da molti anni, è una giornalista e guida escursionistica ed è stata finalista alla XXI edizione del Premio Calvino. Il respiro degli angeli nasce dal suo interesse umano, oltre che musicale, per la figura di Antonio Vivaldi, ed è frutto di un lungo lavoro di ricerca e documentazione. Attraverso una serie di invenzione romanzesche e un’alternanza di piani temporali che danno ritmo e potenza visiva alla pagina, riesce a restituire al lettore tutte le anime di Antonio: il bambino timido dai capelli di fuoco, il giovane ribelle e stravagante, l’ambizioso compositore e, infine, il vecchio solo e dimenticato da tutti. Sono le stagioni di un’unica eccezionale vita.

"Il respiro degli angeli" di Emanuela Fontana - Photo Credits: Mondadori
“Il respiro degli angeli” di Emanuela Fontana – Photo Credits: Mondadori

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Articolo a cura di Eleonora Chionni

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