Il sacrificio (PSEditore) è uscito lo scorso 29 febbraio, romanzo d’esordio per Antonio Avallone.

La recensione de Il sacrificio di Antonio Avallone

Tutto ha inizio quando il professor Alberto Caini è un insegnante deluso dalla sua vita così piatta, dopo una vita a inseguire il sogno di diventare uno scrittore, non riesce a sopportare la sua mediocrità.

Vive con la moglie Betty, ma è un matrimonio anch’esso piatto, fatto di due persone che, alla lunga, sono diventati come due coinquilini.

Una sera, mentre è solo in casa, un ladro fa irruzione e lui, che è sempre sembrato indifeso e incapace di violenza, diventa il nemico. 

Lo colpisce alla testa con efferatezza, eppure non sembra ancora morto e ha paura che possa rialzarsi e …

Colpisce ancora. È morto.

L’adrenalina è così tanta che il professor Caini sente nelle vene la pulsione, il desiderio di scrivere. Ma deve liberarsi del corpo, eliminare le tracce e gli indizi.

Sarà questo, l’evento scatenante, che gli farà scrivere il suo primo racconto, sotto il nome di E. Magni (anagramma di Enigma).

Dopo un anno, quel racconto ha raggiunto il successo, tutti si chiedono chi sia lo scrittore e il professore vorrebbe ancora scrivere un racconto della stessa portata.

Capisce che la scrittura richiede un altro sacrificio, e poi sempre altri, più grandi.

Quello che deve fare è ricercare sensazioni sempre più forti per colmare una vita frustrante.

Tra gli altri personaggi, ritroviamo amici di famiglia, il poliziotto Carlo con la figlia Sofia, da poco separato dalla moglie Giulia.

E poi il libraio Giorgio, sempre lì con il suo gatto, ma così inquieto in presenza del professore. Così … spaventato.

Antonio Avallone è nato a Napoli nel 1998, ma attualmente vive a Bologna dove studia lingue.

Copertina del libro. Photo: Web
Copertina del libro. Photo: Web

Il sacrificio è un romanzo psicologico che segue la vita del professor Caini, un uomo apparentemente normale che, invece, è in grado di compiere atti tremendi.

Disposto a diventare un serial killer pur di continuare a sentire nelle vene il desiderio di scrivere.

Un’ottima prova, per essere il primo romanzo. Una trama avvincente, in cui non riesci a comprendere il perché delle azioni del professore.

Non le accetti, ma non riesci a smettere di leggere, nemmeno nelle parti più nauseanti, una suspense che ha dell’incredibile.

Serena Votano