Il cinema restaura un capolavoro indiscusso come Il silenzio degli innocenti, e un cinefilo risponde. Il 13, il 14 e il 15 aprile preparatevi ad aprire la mente per rincontrare il dottor Annibal Lecter. Grazie alla rassegna Nexo Studios Back to Cult, che riporta al cinema grandi classici della settima arte, potremo rivedere il film cult, diretto da Jonathan Demme, in un’inedita versione restaurata, in occasione del suo 35esimo compleanno.
Un capolavoro della cinematografia moderna
«Allora, finalmente gli agnelli hanno smesso di gridare?»
Sotto il titolo originale di The Silence of the Lambs, la pellicola granulosa e opaca diretta da Jonathan Demme, tratta dal romanzo omonimo di Thomas Harris, passa oggi ad un’incredibile lavoro di restauro per tornare ad incantare la generazione che con questo film è cresciuta ma anche i nuovi spettatori – se davvero esiste chi non l’ha mai visto. Un occasione di (ri)scoperta unica, da gustare tutta sul grande schermo, su cui brillino i colori e le atrocità di un classico horror-psicologico senza tempo.

Il silenzio degli innocenti è una pietra miliare del cinema horror psicologico, capace di generare una maschera iconica, quella di Annibal Lecter (Anthony Hopkins), e un modo di concepire il Male, come intelligente e manipolatorio. La storia poliziesca che conduce l’ispettrice Clarice Starling (Jodie Foster) alla ricerca dei movimento dello spietato killer “Buffalo Bill”, creatura ispirata al reale pluriomicida Ed Gein, si intreccia con gli incontri in carcere con il dottor Lecter. Criminologo, ex psichiatra, maniacale disegnatore, ma soprattutto, cannibale, Hannibal è tra le figure più affascinanti e inquietanti del cinema piscologico e orrifico.
Dotato di una capacità di deduzione alla Sherlock Holmes e brillante psichiatra, Lecter ha pagato caro il prezzo del suo cannibalismo, finendo nel manicomio criminale di Baltimora, ma adesso c’è bisogno di lui. Jhon Crowford, capo della polizia, manderà Clarice Starling da lui, per chiedergli un aiuto: dovrà infatti collaborare con gli agenti per scovare Buffalo Bill, e impedire che nuove giovani donne muoiano.
Un film da record: I BIG FIVE
È il terzo, e a oggi ultimo film, dopo Accadde una notte e Qualcuno volò sul nido del cuculo, che alla cerimonia degli Oscar è stato premiato con i Big Five, ovvero i premi Oscar come miglior film, miglior regia (Jonathan Demme), miglior sceneggiatura non originale (Ted Tally), miglior attrice (Jodie Foster) e miglior attore (Anthony Hopkins). In particolare, quest’ultimo riuscì ad aggiudicarsi il premio nonostante i soli 24 minuti e 52 secondi di apparizione nel film.
Il silenzio degli innocenti (1991) è il secondo film, dopo Manhunter – Frammenti di un omicidio del 1986, tratto dai romanzi incentrati sulla figura del serial killer Hannibal Lecter. Avvalendosi nuovamente dell’interpretazione di Anthony Hopkins, la pellicola ha poi avuto un seguito con il film Hannibal del 2001. Inoltre, nel 1998 l’American Film Institute l’ha inserito al sessantacinquesimo posto della classifica dei migliori cento film statunitensi di tutti i tempi, mentre dieci anni dopo, nella lista aggiornata, è sceso al settantaquattresimo posto. Nel 2018 Empire lo ha classificato al 48º posto nella lista dei 500 migliori film di tutti i tempi

Lo sapevate? 5 curiosità sulla produzione del film
1.Anthony Hopkins ha introdotto di sua iniziativa alcuni particolari nella recitazione del personaggio di Hannibal Lecter, tra cui il sinistro risucchio fatto a denti stretti dopo aver detto a Clarice di aver mangiato il fegato dell’addetto ai censimenti accompagnato da un vino Chianti.
2.Anche la parte sulle origini povere e contadine di Clarice non era prevista dal copione, causando la realistica risposta dell’offesa e ferita Jodie Foster, genuina poiché inaspettata. Terminata la scena, l’attrice ha ringraziato Hopkins per averle provocato quella reazione.
3.Anthony Hopkins ha assistito ad alcuni processi per assassinio e visionato molte videointerviste a serial killer per documentarsi sul personaggio[4]: per meglio prepararli alle loro parti, a Hopkins e a Foster erano stati consegnati dei nastri che alcuni serial killer avevano registrato mentre torturavano le proprie vittime; nessuno dei due li ha ascoltati. Mentre l’attore Scott Glenn, dopo aver sentito alcune di queste registrazioni, pare abbia cambiato idea riguardo alla pena di morte, rivalutandola.
5.La celebre battuta, pronunciata nel film da Lecter (“Uno che faceva un censimento una volta tentò di interrogarmi. Mi mangiai il suo fegato con un bel piatto di fave ed un buon Chianti.”; in lingua originale “A census taker once tried to test me. I ate his liver with some fava beans and a nice Chianti.”) è stata inserita nel 2005 nella lista delle cento migliori citazioni cinematografiche di tutti i tempi stilata dall’American Film Institute, nella quale figura al 21º posto.
6.L’attrice Brooke Smith, che interpreta Catherine Martin, ingrassò di oltre 12 kg appositamente per il ruolo.
Il lepidottero più famoso del cinema
7. Sulla locandina pubblicitaria del film compariva, appoggiata sulle labbra di una ragazza, una sfinge testa di morto (Acherontia atropos), una particolare falena che ha un disegno sul dorso somigliante a un teschio (Buffalo Bill inseriva questo esemplare di lepidottero nella cavità orale di ogni sua vittima). Osservando attentamente il teschio, si può notare che si tratta di un’illusione ottica, raffigurante in realtà sette donne nude. Infatti, si tratta di una foto artistica scattata nel 1951 dal pittore spagnolo Salvador Dalì (1904-1989) e dal fotografo statunitense Philippe Halsman (1906-1979), in cui le sette donne nude, utilizzate come soggetto, assumevano la forma di un teschio. L’opera si chiama In voluptas mors (“Nel piacere la morte”).
Siete pronti a tornare sulle tracce di Buffalo Bill, con l’aiuto del affilatissimo acume del Dottor Lecter, dopo 35 anni?
“Vorrei che potessimo parlare più a lungo, ma sto per avere un vecchio amico per cena stasera. Addio”.
Doriana Gatta





