Secondo quanto riferito dai parlamentari Democratici Robert Garcia e Jamie Raskin, lo staff delle commissioni di vigilanza e giustizia della Camera dei Rappresentanti ha visitato il carcere del Texas dove Ghislaine Maxwell, collaboratrice di lunga data di Jeffrey Epstein, sta scontando la sua pena, per cercare chiarimenti sul trasferimento della detenuta e sulle accuse di trattamento preferenziale ricevuto all’interno della prigione.

Botta e risposta tra Democratici e il Bureau of Prisons

Ghislaine Maxwell e Jeffrey Epstein

In merito all’ispezione, Garcia e Raskin hanno però rivelato: «La dirigenza del Bureau of Prisons ha ripetutamente bloccato le nostre domande o non è stata in grado di fornire informazioni di base sulle nostre principali preoccupazioni, tra cui il trattamento straordinario riservato alla signora Maxwell, le accuse di violenza sessuale nella struttura e le ritorsioni contro i detenuti che hanno cercato di denunciare la situazione. Nutriamo inoltre serie preoccupazioni circa l’accuratezza e la veridicità delle informazioni ricevute dal nostro personale investigativo».

In una dichiarazione, un portavoce del Bureau of Prisons (BOP) ha affermato di aver «facilitato una visita approfondita e trasparente della struttura per i membri dello staff del Congresso, appartenenti a due commissioni e a entrambi gli schieramenti politici». «Abbiamo affrontato ciascuno degli argomenti menzionati, per quanto possibile», ha aggiunto. «Il personale del BOP non può rilasciare dichiarazioni su indagini in corso, provvedimenti disciplinari o contenziosi, né è a conoscenza dei dettagli di indagini attive o potenziali condotte da terze parti o indipendenti. Il BOP ha fatto di tutto per agevolare questa visita e ha dedicato ore a rispondere alle domande dello staff del Congresso”, hanno continuato. Riconosciamo l’importanza della trasparenza e rispettiamo il ruolo dei funzionari eletti che sovrintendono alle operazioni governative. Restiamo impegnati a collaborare con i nostri partner del Congresso».

L’inspiegabile trattamento di favore nei confronti di Ghislaine Maxwell

Ghislaine Maxwell sta attualmente scontando una condanna a vent’anni di detenzione per il suo ruolo nel giro di traffico sessuale di Epstein. L’estate scorsa le autorità l’hanno spostata da un carcere federale in Florida al carcere di minima sicurezza di Bryan, che ospita circa seicentotrentacinque detenute. Il trasferimento è avvenuto circa una settimana dopo il suo colloquio con l’allora vice procuratore generale, Todd Blanche, e ha scatenato molte polemiche, soprattutto tra i Democratici, che hanno fatto notare come i condannati per reati sessuali generalmente passino dal Bureau of Prisons (BOP) a carceri a bassa sicurezza, piuttosto che a strutture di minima sicurezza.

Parlando con la CNN, Garcia ha affermato che il direttore del carcere avrebbe detto al personale della commissione durante la visita di martedì che «delle oltre seicento donne presenti, Maxwell è l’unica condannata per reati sessuali in quella struttura, e non ha saputo rispondere né ha saputo spiegare il motivo del suo trasferimento». Ha poi rivelato che al personale non è stato concesso di vedere Maxwell durante la visita. «Tra l’altro, tutto il personale è giunto alla stessa conclusione, ovvero che si tratta di un complesso carcerario simile a un parco e che Ghislaine Maxwell non dovrebbe trovarsi lì».

Le lettere inviate a Donald Trump riguardo a Ghislaine Maxwell

Lo scorso novembre, Raskin aveva inviato una lettera a Donald Trump, nella quale faceva riferimento a un presunto trattamento di favore verso Maxwell nella struttura penitenziaria del Texas. Nella missiva, chiedeva al presidente se avesse dato istruzioni a Blanche o a «qualcun altro della sua amministrazione di garantire alla signora Maxwell il trasferimento nel campo di prigionia, un trattamento di favore e preferenziale in carcere, o agevolazioni speciali per le sue comunicazioni e interazioni con la famiglia e il mondo esterno». Tra le accuse, figuravano pasti preparati su misura per la donna, la possibilità di avere a portata di mano un computer, la presenza di un cucciolo, e altro ancora.

A gennaio, Raskin e Garcia avevano spedito un’altra lettera, questa volta all’allora procuratrice generale, Pam Bondi, chiedendole di consentire loro di visitare il carcere texano e di intervistare il direttore. In essa, sostenevano che oltre una dozzina di informatori si fossero fatti avanti con testimonianze sul trattamento riservato a Maxwell e su altri presunti incidenti all’interno della struttura. La criminale avrebbe ottenuto il permesso di usare un computer portatile senza supervisione e di conservare più oggetti personali e legali rispetto agli altri detenuti. Avrebbe, inoltre, acqua in bottiglia a disposizione (gli altri detenuti bevono solo acqua del rubinetto) e un accesso esclusivo ad aree riservate al personale per guardare la televisione da sola.

L’avvocato di Maxwell, David O. Markus, continua a respingere tutte le accuse di trattamento preferenziale nei confronti della sua assistita. In una dichiarazione al New York Times, ha affermato che «lo stato di diritto conta soprattutto quando protegge l’imputato meno popolare. Un trattamento umano non è un trattamento speciale, e le visite politiche alle prigioni non fanno progredire il Paese».

Federica Checchia