Il Viceministro Rixi è stato condannato a 3 anni per peculato

Intorno alle ore 13 della giornata di oggi, il Viceministro ai Trasporti Edoardo Rixi è stato condannato a 3 anni e 5 mesi per peculato.

Subito dopo sembra che lo stesso Rixi abbiamo rimesso il suo mandato a Matteo Salvini, e che quest’ultimo ne abbia accettato le dimissioni.

L’ultima parola spetta naturalmente al vicepremier Giuseppe Conte, ma è evidente come rispetto al caso di Armando Siri, la Lega abbia stavolta fornito una risposta politica diversa, pur contestando nel merito la condanna.

Rixi non sarà difatti escluso dalla vita politica del suo partito. Subito dopo aver dichiarato di aver accettato le sue dimissioni, Salvini ci ha tenuto a precisare di averlo nominato responsabile nazionale Trasporti e Infrastrutture nella Lega.

Il leader leghista ritiene infatti che il suo ex viceministro sia stato condannato “senza uno straccio di prova”.

Fonte: Tgcom24

Il codice etico sottoscritto dalle due forze politiche per sancire l’allenza verso Palazzo Chigi, è però estremamente chiaro in merito, e non permette in alcun modo che un condannato per peculato possa continuare a far parte della compagine di governo.

Non bisogna però dimenticare che Rizzi non è una figura qualunque all’interno della Lega. Fu una delle prime nomine fatte da Salvini in qualità di segretario generale, e non certo per un ruolo di poco conto. Con l’avvento del leader leghista, questi venne infatti nominato vicesegretario del partito.

L’indagine che ha portato al suo arresto riguarda il suo primo mandato in regione. Secondo l’accusa, Rixi avrebbe infatti distribuito fondi pubblici ai suoi colleghi di partito con superficialità, senza mai verificare se queste richieste fossero giustificate o meno.  

Un comportamento questo, che secondo la procura era molto in voga nel consiglio ligure dell’epoca.

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