Dopo settimane di controversie, alla fine il governo britannico ha vietato a Kanye West l’ingresso nel Regno Unito: conseguenza diretta della decisione, è stata la cancellazione del Wireless Music Festival, al quale il rapper avrebbe dovuto partecipare come headliner. West, ora legalmente noto come Ye, avrebbe dovuto essere l’artista principale per tutte e tre le giornate della manifestazione, prevista a luglio, e lunedì aveva presentato domanda per l’autorizzazione elettronica di viaggio (ETA), ma questa è stata bloccata dalle autorità.
Un portavoce del festival londinese ha confermato che i clienti che avevano già acquistato i biglietti saranno rimborsati. Nella dichiarazione rilasciata martedì si legge: «Il Ministero dell’Interno ha revocato l’ETA di Ye, negandogli l’ingresso nel Regno Unito. Di conseguenza, il Wireless Festival è stato cancellato e i rimborsi saranno emessi a tutti i possessori di biglietti. Come per ogni Wireless Festival, diverse parti interessate sono state consultate prima di ingaggiare Ye e all’epoca non erano emerse preoccupazioni. L’antisemitismo in tutte le sue forme è abominevole e riconosciamo l’impatto reale e personale che queste problematiche hanno avuto. Come ha affermato Ye oggi, riconosce che le parole da sole non bastano e, nonostante ciò, spera ancora di avere l’opportunità di avviare un dialogo con la comunità ebraica nel Regno Unito».
Le esternazioni antisemite di Kanye West che hanno portato alla cancellazione del Wireless Music Festival
A quanto pare, la richiesta era stata inizialmente approvata online, ma è stata revocata dai ministri dell’Interno dopo una revisione. Al centro della questione, le esternazioni antisemite di Ye. Nel tempo, il cantante ha spesso manifestato la propria ammirazione per Adolf Hitler, arrivando, lo scorso anno, a pubblicare una canzone intitolata Heil Hitler. Pochi mesi prima, aveva pubblicizzato una maglietta con la svastica, in vendita sul suo sito web.
A gennaio, West ha tentato di fare ammenda, e ha pubblicato un’intera pagina pubblicitaria sul Wall Street Journal, scusandosi per il suo comportamento antisemita e attribuendo le sue azioni provocatorie al disturbo bipolare. In una dichiarazione rilasciata martedì, in merito al polverone sollevatosi intorno al Wireless Festival, si è inoltre offerto di incontrare e ascoltare i membri della comunità ebraica del Regno Unito. Conoscendo la sua volubilità, tuttavia, questo non è bastato. Nel weekend, anche Keir Starmer si è unito alle critiche contro il festival, definendo «profondamente preoccupante» che Ye fosse stato ingaggiato per esibirsi «nonostante le sue precedenti dichiarazioni antisemite e la sua esaltazione del nazismo».
La decisione di bandire Ye ha lasciato gli organizzatori del Wireless Festival con tre posti da headliner da riempire con soli tre mesi di preavviso. Il divieto è arrivato il giorno stesso dell’inizio delle prevendite per gli eventi di quest’estate, che già si trovavano a competere in un panorama di festival diurni londinesi molto affollato. L’approccio dell’evento, che prevedeva di affidare la scaletta di tre giorni consecutivi a un unico nome di spicco, ha limitato le opzioni per un possibile rimpiazzo. Molti artisti avevano già definito il loro programma estivo mesi prima, quindi trovare un sostituto sarebbe stato complicato.
Le altre celebrità bandite dal Regno Unito
Kanye West va ad unirsi a una lunga lista di celebrità statunitensi alle quali è stato a volte vietato l’ingresso nel Regno Unito. La stessa sorte toccò a Snoop Dogg nel 2007, in seguito a un incidente avvenuto un anno prima all’aeroporto di Heathrow, che coinvolse alcuni membri del suo entourage. Le autorità lo riammisero nel 2008 ma, l’anno prima, il rapper dovette cancellare il tour con P Diddy.
Anche Martha Stewart subì lo stesso destino a causa della sua condanna del 2004 per diversi reati legati a una transazione azionaria illecita. Tyler, the Creator fu bandito per quattro anni nel 2015 dall’allora ministro degli Interni, Theresa May, a causa dei suoi testi che, come ribadito dalla politica, «incoraggiano la violenza e l’intolleranza verso l’omosessualità e alimentano l’odio con opinioni che cercano di provocare altri ad atti terroristici». La restrizione fu revocata nel 2019.
Federica Checchia




