Cultura

”Immagina un posto”, la scuola come un’avventura che riscopre l’individuo nella collettività

Questa settimana per la rubrica Letteratura per l’Infanzia, Immagina un posto: l’albo illustrato di Chiara Carminati con le magnifiche illustrazioni di Lucia Scuderi, edito Edizioni Lapis. Che cos’è la scuola se non un lungo viaggio che inizia al mattino, percorrendo la strada per arrivarci, e che ogni giorno forma tutti i bambini? Lo scoprirà Teresa, la protagonista di Immagina un posto, guidata dal suo papà. Una storia tenerissima di ricordi di infanzia di un padre che accompagna la sua bambina verso una nuova grande avventura: l’inizio della scuola.

Immagina un posto, la scuola e la tenerezza dei ricordi in un dolce dialogo fra padre e figlia

Immagina un posto
Photo Credits: Edizioni Lapis

La protagonista di Immagina un posto è Teresa, una bimba che si appresta a iniziare uno dei più importanti e bellissimi percorsi di ogni individuo: il primo giorno giorno di scuola. Teresa è emozionata, ma anche molto timorosa perché non sa a cosa andrà incontro. Questa nuova avventura la rende estremamente curiosa; è un giorno di settembre, l’aria è più frizzante e profuma di foglie. L’estate ha da poco lasciato il posto al dorato autunno e Teresa è impaziente, tanto da svegliarsi prima del suono della sveglia. Settembre è anche il mese in cui inizierà la scuola: quel luogo di cui ha tanto sentito parlare ma che ancora non conosce. Il suo papà ha promesso di accompagnarla:

”Sarà un’avventura breve, ma durerà a lungo. […] La strada per arrivarci è corta, ma ti porterà lontano”.

La bambina si incammina col papà per strada e qui inizia un dialogo intimo e tenero fra padre e figlia. Teresa chiede al suo papà se anche lui è andato, da piccolo, in questo posto. Il papà svela alla bambina che quello stesso percorso è il medesimo tragitto che faceva anche lui ogni mattina all’età della figlia. Il primo giorno di scuola diventa, per molti genitori, un dolcissimo richiamo alla memoria di quando erano fanciulli; ecco che, piano piano, si costruisce un intimo dialogo con i propri figli che cominciano lo stesso viaggio che mamme e papà, anni addietro, hanno intrapreso.

Un luogo dove ogni giorno si scoprono nuovi mondi

La bellezza di questo albo illustrato è il modo in cui la scuola è presentata. Immagina un posto è un titolo emblematico che implica un’apertura alla fantasia; un luogo in cui crescere, sognare, fare amicizia, ritrovarsi, conoscersi, un posto che non può e non deve significare una cosa sola. Attraverso le domande che Teresa pone al papà le autrici, grazie anche alle magnifiche illustrazioni, danno una rappresentazione del contesto scolastico come inclusivo, libero e gioioso che riscopre e cura l’individualità di ogni bimbo: la scuola è come un posto con tante piantine che, ogni giorno, sono innaffiate con cura finché non appaiono i primi germogli. E ogni fiore, nella sua unicità, è una sorpresa perché non ha eguali. ”Allora è un prato”, afferma Teresa: e non c’è similitudine migliore per spiegarlo. Ma può essere anche una giungla divertente, un luogo pieno di amici diversi da incontrare, un ambiente in cui ognuno è uno strumento che suona la propria sinfonia:

”Immagina un posto pieno di strumenti musicali che suonano ognuno per conto proprio, poi provano ad accordarsi, poi suonano insieme, e a volte rimangono anche zitti ad ascoltare cosa racconta il silenzio”.

La scuola è come un nuovo pianeta da esplorare dove non mancherà, a volte, qualche giorno grigio:

”E se piove?” chiede Teresa. ”Non ho portato l’ombrello.”

”Se piove ti bagni un po’, così cresci meglio”. Risponde il papà.

Un posto che protegge tutti i bambini, non solo Teresa. Così, fra le divagazioni del padre, la piccola Teresa immagina la scuola come un grande concerto, una giungla, una tana, un prato. In una passeggiata mattutina, immersi nei primi colori autunnali, Teresa e il suo papà sono in bilico fra passato e futuro. Un libro delicato, piacevole, che infonde tranquillità e richiama alla memoria i lontani giorni in cui si andava a scuola, per gli adulti; e l’ebbrezza del futuro per i piccoli avventurieri. Proprio come Teresa che, a chiusura del libro, stringe il suo papà in un abbraccio e si avvia verso una nuova emozionante avventura: quella di crescere anche, e soprattutto, attraverso la scuola.

Stella Grillo

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Stella Grillo

Io sono ancora di quelli che credono, con Croce, che di un autore contano solo le opere. (Quando contano, naturalmente.) Perciò dati biografici non ne do, o li do falsi, o comunque cerco sempre di cambiarli da una volta all'altra. Mi chieda pure quello che vuol sapere e glielo dirò. Ma non le dirò mai la verità, di questo può star sicura. Italo Calvino
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