Cinema

In arrivo “The Night Stalker”: perché Netflix ama i serial killer? [TRAILER]

Esce domani 13 gennaio su Netflix The Night Stalker, una miniserie dedicata a Richard Ramirez, serial killer che ha terrorizzato la Los Angeles degli anni ’80, costruita sugli strazianti racconti dei sopravvissuti.
Chi come me è amante della cronaca nera avrà già notato come la piattaforma di streaming pulluli di contenuti originali dedicati al true crime, ma vi siete mai chiesti quale sia il motivo di questa fascinazione?

Trailer di “The Night Stalker”, disponibile da domani su Netflix

Perché ci affascinano i serial killer?

La motivazione più ovvia è, senza dubbio, il bisogno di spiegazioni che scatta nella nostra mente, l’urgenza e la necessità di capire per quale motivo una persona si sia macchiata di omicidi tanto efferati. Questa comprensione ci sembra risultare utile nell’eventualità di un’aggressione in quanto, “conoscendo” la mentalità assassina, riusciamo a prevenirla ed evitarla.
Inoltre, la biologia ha scomodato il meccanismo di co-attivazione, tanto presente negli animali quanto negli esseri umani: la paura di un potenziale predatore è infatti accompagnata dalla curiosità di conoscerlo. Per quanto riguarda film e serie tv, poi, il pericolo non si avverte, dal momento in cui sta avvenendo in un mondo e in una dimensione che non ci tocca seppur ci affascina.
Gli psichiatri infine hanno convenuto che in ognuno di noi è presente una parte cattiva che ci fa provare fascinazione, vicinanza e famigliarità nei confronti del Male.

Richard Ramirez: chi era il “Night Stalker” della miniserie Netflix

The Night Stalker Netflix © ilcineocchio.it
Richard Ramirez © ilcineocchio.it

Il “cacciatore della notte” Richard Ramirez, nato a El Paso nel 1960, a 13 anni subì fascinazione verso le torture, la morte e gli omicidi dai racconti del cugino Mike, veterano della Guerra del Vietnam. Ramirez era uno di quei killer definiti “disorganizzati” in quanto non uccideva secondo uno schema logico o con un preciso modus operandi, e per di più disseminò di indizi le scene del crimine, cosa che permise la sua cattura (tra questi un cappellino degli AC/DC, band di cui era un grande fan); tuttavia ciò non gli impedì di macchiarsi di 13 omicidi in 5 mesi, nel 1985. Ramirez venne condannato a morte, ma l’esecuzione non ebbe luogo perché morì nel 2013 per insufficienza epatica.

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Crediti fotografici: netflix.com, ilcineocchio.it

CHIARA COZZI

Chiara Cozzi

Critica cinematografica per passione, scrittrice per vocazione.
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