A un mese e mezzo di distanza dalle elezioni federali, che si sono tenute lo scorso 23 febbraio, la Germania avrà un nuovo governo. È stato infatti raggiunto e presentato un accordo, sostenuto dal partito Cristiano-Democratico di centrodestra CDU, di fatto il vincitore in termini di voti, dalla CSU, il ramo bavarese del partito, e dai Socialdemocratici dell’SPD, il partito di Olaf Scholz. Il cancelliere uscente era stato tra i grandi sconfitti alle urne, risultando solo terzo allo spoglio finale.
L’intesa prevede che la cancelleria vada a un membro della CDU, molto probabilmente al suo leader, Friedrich Merz. Al partito di maggioranza andranno anche sei ministeri, tra i quali anche quello dell’Energia e quello degli Esteri. L’SPD dovrebbe ottenere sette ministeri, fra cui quello dell’Economia, della Giustizia, della Difesa e del Lavoro. La CSU dovrebbe invece ricoprirne tre, tra i quali spicca quello dell’Interno.
Nuovo governo in Germania: l’estrema destra tagliata fuori
I tre partiti coinvolti nel nuovo governo dovranno approvare il progetto. L’SPD chiamerà al voto i suoi trecentocinquantamila iscritti, la CDU deciderà durante un congresso interno, e la CSU si appellerà al proprio consiglio direttivo. È comunque altamente probabile che l’accordo passi e che si possa procedere. Non si sa ancora quando entrerà in gioco il Parlamento per l’eventuale elezione; con ogni probabilità, si esprimerà all’inizio di maggio.
A rimanere fuori da questa larga intesa è Alternative für Deutschland (AfD), partito di estrema destra che era arrivato secondo alle federali. Gli altri gruppi, tuttavia, si sono sempre rifiutati di prendere in considerazione l’idea di coinvolgere anche il movimento, per non correre il rischio di formare un governo con un partito dalle idee particolarmente divisive.
Federica Checchia
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