Sale il numero delle vittime degli incendi che, da martedì, stanno flagellando Los Angeles; i morti sarebbero almeno ventiquattro. Altre sedici persone risultano disperse e, nonostante i progressi fatti dai vigili del fuoco nell’arginare i danni, i due roghi principali (Eaton e Palisades) sono ancora indomabili. Il Palisades, in particolare, minaccia la San Fernando Valley, una zona densamente popolata. Al momento, un’area di più di centocinquanta chilometri quadrati è completamente bruciata.
Nelle ultime ore sembrava esserci stata una leggera tregua, ma i venti si stanno rialzando; si tratta di correnti secche in arrivo dall’entroterra, che alimentano le fiamme e aumentano la propagazione dell’incendio. Il National Weather Service (NWS, il servizio meteorologico nazionale) ha emesso un avviso di «estrema pericolosità» riguardante tre aree della città; la situazione rientrerà non prima di giovedì.
Incendi a Los Angeles: la situazione
Gli Stati confinanti con la California continuano ad inviare pompieri, ma i cittadini delle aree colpite si stanno affidando anche a vigili del fuoco privati. Nelle aree evacuate, sono stati inoltre commessi diversi furti da parte di sciacalli, cosa che ha portato all’entrata in vigore di un coprifuoco dalle 18 alle sei del mattino.
Non è ancora chiara l’origine degli incendi, ma l’ipotesi più probabile riconduce tutto a un traliccio della linea elettrica. Alcuni residenti hanno girato dei video in cui appaiono quelle che potrebbero essere le prime fiamme, sviluppatesi intorno ad una torre di alta tensione. Il governatore della California Gavin Newsom ha affermato di avere intenzione di approvare un «Piano Marshall» per la ricostruzione dello Stato. Il riferimento è al piano di aiuti economici a fondo perduto per l’Europa risalente alla Seconda Guerra Mondiale. Nel frattempo, renderà più semplici le normative che permetteranno ai residenti di ricostruire le proprie abitazioni.
Federica Checchia
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