Il fumo del recente incendio in Canada ha raggiunto l’Europa. I roghi hanno già costretto all’evacuazione di oltre 26.000 persone, ma le nubi tossiche hanno continuato a propagarsi in modo incontrollato questa settimana. Il risultato è un fumo denso che ha attanagliato milioni di canadesi e americani e non solo. Le prime rilevazioni arrivano infatti dalla Valle d’Aosta.
Fumo dell’incendio in Canada raggiunge l’Europa

Nella giornata di mercoledì oltre 31.000 persone sono state evacuate in tutto il Paese. Intanto, i vigili del fuoco continuavano a cercare di domare le fiamme. Infatti, purtroppo, in tutto il Paese si contano oltre 200 incendi: la metà sono ancora fuori controllo, anche se finora hanno bruciato più di 2,2 milioni di ettari. Nello specifico le zone di Saskatchewan e Manitoba sono state le più colpite, ed hanno dichiarato lo stato di emergenza nei giorni scorsi. Il fenomeno preoccupante però è il fumo denso degli incendi ha avvolto parte del continente, che ha costretto i residenti di quattro province canadesi e degli Stati Uniti del Michigan, Minnesota, Nebraska e Wisconsin a limitare le attività all’aperto.
La situazione continua ad evolversi in peggio: le rilevazioni dell’ARPA Valle hanno evidenziato la presenza di uno strato di aerosol tra i 3000 e i 5000 metri in Italia, compatibile con il fumo proveniente dagli incendi in Canada. In particolare, il lidar-ceilometer mostra che lo strato di polveri degli incendi in Canada ha superato 4000 metri di altitudine. Per gli esperti “le retrotraiettorie e i modelli confermano l’origine canadese. L’impennata del PM10 si è verificata quando le polveri sono entrate negli strati d’aria più bassi, raggiungendo il suolo, dove lo rileviamo con le centraline”.
Marianna Soru
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