Cultura

Incognito Live Casa del Jazz 08.07.2019

Ad andare in scena ieri sera sul palco estivo all’interno della Casa del Jazz di Roma sono stati gli attesissimi Incognito che non deludono le aspettative offrendo uno show esplosivo.

Durante l’attesa il caldo e l’afa incombe pesantemente ma poco dopo le ventuno con l’entrata di Maunick e della sua Crew di ben dodici elementi al seguito, è improvvisamente lo stage a trasudare…di funk, soul e rhythm and blues orchestrati con una maestria e disinvoltura a tratti disarmante.

Quest’anno per il gruppo britannico ricorre l’importante traguardo dei quarant’anni d’attività, vissuti in un continuo e frenetico susseguirsi di grandi musicisti al proprio interno fra cui spiccano nomi del calibro di George Benson, Gavin Harrison e George Duke…ma che ha sempre trovato saldamente al timone Jean-Paul “Bluey” Maunick nel dare la rotta artistica a questa, per sua definizione di ieri sera, grande famiglia del groove.

Live Casa del Jazz 08.07.2019

Lo spettacolo è gravido di suono e dall’effetto scenico assicurato s’evince una cura minuziosa nei dettagli mantenendo la soglia d’attenzione ad un livello sempre molto alto. Non possono mancare all’appello grandi classici di successo come: “Roots”, “Talin’ Loud”, “Colibri”, “Always There”, “Everyday” e “Don’t you Worry ‘Bout a Thing” cover del brano di Stevie Wonder incisa nel loro terzo album del 1992 Tribes, Vibes + Scribes a cui s’aggiunge un ulteriore tributo al musicista statunitense con la versione del brano “As” più volte proposta dal vivo.

Lo spessore artistico ed il carisma di Maunick sono palpabili…mai egocentrico e sempre al servizio della musica, gestisce i suoi musicisti con molta cura dando loro spazio e rilievo nell’arco della serata…come fa con il suo giovane chitarrista portoghese di cui tesse le lodi durante il solo di chitarra, svelandoci in una divertente improvvisazione vocale d’essere un po’ geloso della bravura del ragazzo. Il fatto che in una band dalla tale caratura internazionale e dai spiccati tratti multietnici ci siano attualmente due italiani è motivo d’orgoglio…il batterista Francesco Mendolia d’origine romana fa parte oramai da svariati anni del progetto, costituendo la spina dorsale grazie anche al suo drumming eccezionale mentre la giovane cantante barese Roberta Gentile è l’outsider nostrana, brava e bella, a lei viene affidato l’inaspettato quanto piacevole tributo a Pino Daniele con il  brano: “Che Male C’è”.

In buona sostanza le due ore abbondanti di concerto trascorrono senza fatica e con tanta partecipazione, l’ensemble numeroso e di alto profilo si presta benissimo ai contesti live grazie alla grande dinamica che viene generata ed inevitabilmente mortificata dai lavori in studio che rischiano di fornire una percezione non completa del loro sound forbito.

Un encomio particolare va al front-man originario delle isole Mauritius, non solo nel portare avanti il carrozzone targato Incognito ancora con grandissimo entusiasmo, regalando ottimi spettacoli in giro per il mondo, ma soprattutto per l’attenzione e la sensibilità che dimostra d’avere verso tematiche d’attualità come l’esigenza d’integrazione e la convivenza fra le culture richiamando per l’ultima volta l’attenzione del pubblico in modo geniale…dopo le presentazioni di rito e la standing ovation meritata parte dalla regia “One Love” di Bob Marley e veniamo tutti coinvolti nel cantare e ballare per celebrare una splendida notte di mezza estate all’insegna della bella musica e dell’amore che ne suscita sempre.

Questa sera gli Incognito si esibiranno in un’altra bellissima location Italiana come quella del Castello Sforzesco di Milano. Da non perdere!

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