Una manifestazione a favore della causa palestinese ha bloccato all’Art gallery Ontario di Toronto la partecipazione del primo ministro canadese Justin Trudeau e della premier Giorgia Meloni all’evento organizzato dal governo canadese a cui erano presenti esponenti della comunità italo-canadese, costringendo Troudeau ad annullare la partecipazione con la premier italiana. Alcuni manifestanti a sostegno della causa palestinese si erano radunati davanti all’Art gallery bloccando l’ingresso con cartelli e striscioni mentre arrivavano i rappresentanti della comunità italocanadese. Il ricevimento è cominciato ma senza Meloni e Trudeau.
Giorgia Meloni e Justin Trudeau disertano l’atteso incontro con la comunità italo-canadese, dove entrambi avrebbero dovuto tenere un discorso pubblico. La decisione è del primo ministro del Canada, comunicata a Meloni mentre attende indicazioni su cosa fare al Fairmont Royal York hotel, dove soggiorna e dove ha avuto prima il bilaterale e poi il pranzo con Trudeau. Una scelta, quella canadese, forse prudenziale. E che – vista la totale assenza di conflittualità tra manifestanti e forze dell’ordine – fa fare al governo di Ottawa una pessima figura, quella di non riuscire a garantire a un premier del G7 una agibilità di movimento in territorio canadese. Questione che ovviamente nessuno a Palazzo Chigi pone formalmente, anche se le perplessità sulla gestione di un incontro a cui si è lavorato per settimane sono piuttosto evidenti, visto che le autorità canadesi hanno imposto il lockdown sulla zona della manifestazione. Così stringente che per quasi un’ora è stato impossibile persino uscire dall’Art Gallery of Ontario anche per chi era già dentro. Finisce tutto verso le 20 ora locale (le due di notte in Italia) con Meloni e la delegazione italiana che lasciano Toronto diretti all’aeroporto per rientrare in Italia





