Attualità

Inseguimento sul Raccordo Anulare, 93 chili di marijuana in auto

Tutto è iniziato ad un posto di blocco sulla Laurentina. Due soggetti ignorano l’alt e si lanciano in una fuga disperata dalle autorità. In macchina avevano 13 sacchi di marijuana. 

RomaL’inseguimento ha inizio sulla Laurentina ed termina all’uscita della Casilina con un duplice arresto.

I carabinieri hanno ammanettato due cittadini per detenzione di droga a fini di spaccio, trasportavano a bordo della loro automobile 93 chili di marijuana e hanno tentato fino all’ultimo di sfuggire ai controlli delle forze dell’ordine, azzardando manovre pericolosissime lungo le vie cittadine ed il Raccordo Anulare.

I carabinieri, con l’intervento del Nucleo radiomobile, sono riusciti a fermarli e ad assicurarli alla giustizia.

La dinamica dell’inseguimento

È la notte tra il 21 e il 22 ottobre. Due individui di origini bosniache e kosovare sulla cinquantina stanno viaggiando in macchina sulla Laurentina quando incontrano un posto di blocco.

Ignorando l’alt dei carabinieri, i due proseguono accelerando e danno inizio ad un inseguimento folle – definito “da film”– lungo l’intero Raccordo Anulare.

I carabinieri richiedono rinforzi alla Centrale Operativa del gruppo di Roma, che invia altre pattuglie del Nucleo radiomobile.

I due hanno fatto manovre azzardate e sorpassi e fortunatamente non ci sono stati feriti. Tuttavia giunti all’altezza dell’uscita Casilina non sono riusciti a scappare oltre e sono stati fermati.

Inutili i tentativi ulteriori di allontanarsi a piedi una volta usciti dal mezzo: le forze dell’ordine li hanno fermati e arrestati con le accuse di resistenza a pubblico ufficiale e danneggiamento di veicolo militare in concorso, oltre a quella per detenzione a fini di spaccio di droga.

Sul veicolo, infatti, le autorità hanno trovato ben 13 sacchi neri contenenti 93 chili di marijuana, che ovviamente hanno sequestrato come lo stesso mezzo di trasporto, intestato ad un prestanome.

L’autorità giudiziaria ha deciso di arrestare i due, che vivevano nel campo rom di via di Salone, e portarli al carcere di Regina Coeli.

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