Un inizio di campionato così complicato per l’Inter fa tornare alla mente dei tifosi nerazzurri stagioni passate con epiloghi poco piacevoli. Meglio non pensarci adesso, ma accumulare polvere sotto il tappeto non pare essere la strada migliore. Una vittoria, quattro pareggi e una sconfitta nel decimo mese dell’anno per Conte, che comunque continua a essere ottimista rispetto al futuro nerazzurro. Il mister parla di dettagli da limare e che stanno facendo la differenza e le statistiche gli danno ragione; scendendo in campo, però, è facile individuare la ricorrenza di determinate problematiche, non solo difensive, ma anche di sviluppo della manovra.

I numeri di questo ottobre

L’Inter non ha iniziato bene questa stagione e tutto il mese di ottobre lo testimonia. Due delle tre vittorie che i nerazzurri hanno ottenuto durante queste prime sette giornate sono arrivate nel mese di settembre, rispettivamente contro Fiorentina e Benevento. Nel mese di ottobre, tra Champions e Serie A, l’Inter ha accumulato solo 7 punti sui 18 disponibili. Un po’ poco per i ragazzi di Conte, se si aggiungono le difficoltà difensive (7 gol subiti in 6 partite) e anche, sembrerà strano, un gioco non molto esaltante.

Cosa non va in questa Inter?

Antonio Conte, nonostante risultati poco esaltanti, non si è ancora mai mostrato realmente preoccupato per la situazione nerazzurra. La sua conoscenza della squadra e la conduzione degli allenamenti consento al mister di avere uno sguardo migliore degli undici in campo. Qualcosa che però emerge in modo evidente è una difficoltà nel proporre il proprio gioco inusuale per una squadra di Conte. L’anno scorso i nerazzurri giocavano quasi a memoria, ma con personalità e, anche nei momenti emergenza, senza timori.

L’Inter di oggi sembra più bloccata, timorosa, imprecisa e eccessivamente spericolata. Nonostante infatti l’apporto di calciatori dal tasso tecnico e dall’esperienza superiore a tanti altri, i ragazzi di Conte non riescono a dire la loro in campo. Si può parlare di un dominio, della poca lucidità sotto porta e delle statistiche, ma manca qualcosa. Una volta recuperata palla i nerazzurri fanno difficoltà a uscire dal pressing avversario o sbagliano nei passaggi decisivi. L’imprecisione negli ultimi sedici metri è eccessiva e sembra che questo non dipenda dai “dettagli” o dalla sfortuna; il timore è che le radici siano più profonde e che probabilmente manchi quell’audacia che ha premiato l’Inter lo scorso anno.

Francesco Ricapito

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