Mercoledì la polizia romena ha fermato e interrogato per cinque ore Călin Georgescu, il candidato populista e filorusso che a novembre aveva vinto a sorpresa il primo turno delle elezioni presidenziali. I risultati del voto però erano stati annullati a causa di presunte interferenze russe, e la Corte costituzionale aveva ordinato di rifare da capo le elezioni. Si terranno a maggio.

Lo scorso 6 dicembre, due giorni prima del ballottaggio con la candidata filo-europea Elena Lasconi, la Corte Costituzionale si era resa protagonista di un provvedimento mai assunto prima, annullando le elezioni dopo la vittoria a sorpresa di Georgescu al primo turno, passato in poco tempo dal completo anonimato alla vittoria elettorale. La decisione era nata dopo una serie di denunce su alcune presunte ingerenze russe nella campagna di Georgescu, accompagnate da documenti declassificati del Consiglio Supremo della Difesa del Paese secondo cui era stata approntata una centrale operativa da migliaia di account fasulli su TikTok, attivati in occasione di appuntamenti elettorali al fine di condizionarne l’esito

Georgescu è coinvolto in un’indagine sulle presunte interferenze russe. La procura ha fatto sapere che è indagato di incitamento al rovesciamento dell’ordine costituzionale, diffusione di informazioni false e promozione del culto di personalità accusate di genocidio. È stato posto sotto controllo giudiziario per 60 giorni, durante i quali non potrà lasciare il paese e non potrà comunicare con le altre persone coinvolte nel caso.

Il candidato alla presidenza Calin Georgescu, che incassa la difesa di Elon Musk, è stato portato in questura e interrogato: dovrà rispondere di dichiarazioni false sulle fonti del finanziamento della sua campagna elettorale. In alcuni locali appartenenti al suo staff gli inquirenti hanno trovato soldi e armi. Nell’appartamento di Horatiu Potra, sua guardia del corpo, perquisito assieme ad altre 46 abitazioni in varie regioni, è stato ritrovato un arsenale con pistole, mitragliatrici, granate e munizioni, tutto nascosto in una stanza segreta. Sotto il pavimento, in una cassaforte, sarebbero state rinvenute anche mazzette di denaro per circa un milione di euro. Oltre al possesso illegale di armi il procuratore ha ipotizzato il reato di creazione di un’organizzazione «a carattere fascista, razzista o xenofobo». Sono state interrogate 13 persone coinvolte nelle indagini.

Dopo il fermo di Georgescu, la polizia ha pubblicato due note in cui ha comunicato le accuse contro di lui e la perquisizione di 27 persone accusate fra le altre cose di aver cospirato per creare un’organizzazione «di natura fascista, razzista o xenofoba». Nelle note i sospettati non sono identificati, ma secondo i media locali si tratterebbe di sostenitori di Georgescu, tra cui Horațiu Potra, che lavora nel suo staff di sicurezza.