Cultura

Intervista a Charlie Gnocchi: “vi svelo se nel corso della mia carriera sono sceso a compromessi”

Charlie Gnocchi, classe ’63, conduttore radiofonico, personaggio televisivo e pittore ci racconta le sue passioni, i suoi punti deboli, la sua carriera.

Charlie Gnocchi. (fonte: dal web)

Charlie Gnocchi è lo pseudonimo di Carlo Ghiozzi. Come mai hai scelto questo nome?

 E’ un nome che ho scelto insieme a mio fratello Gene . Allora suonavamo insieme e la  gente storpiava sempre il mio nome, una volta mi hanno chiamato così e da allora ho deciso che il mio nome sarebbe stato quello: Charlie Gnocchi!

 

Come e quando è nata la tua passione per la radio?

È iniziata 30 anni fa, tutto ha avuto inizio con le piccole radio di provincia, andavo lì  a proporre i miei pezzi, poi ho iniziato a scrivere qualche programmino, , ma tutto in modo molto amatoriale, poi è arrivata radio 105, ho proposto un programma,  era un programma sull’Unione Europea, si chiamava” 105 CEE” , venne accettato e da allora non ho più smesso…

 

Qual è il segreto per avere successo nel mondo radiofonico?

 Beh guarda, non c’è un segreto…devi insistere! Devi amare la radio e ti deve piacere parlare e poi pian piano se hai carattere, simpatia e voglia di comunicare qualche risultato arriva.  E’ un lavoro un po’ duro, devi farlo per tanto tempo, ma ti ripeto.. se ci credi davvero qualche successo lo ottieni

 

Come definiresti la tua conduzione?

Spensierata e simpatica! cerco di non andare mai su temi troppo seri, troppo importanti in cui si possa, magari anche involontariamente offendere qualcuno, cerco sempre di tenere un tono leggero, gaio e possibilmente di intrattenimento sparando un po’ di stupidate alternate alla  musica

Lo stornello di Charlie Gnocchi ( Fonte: dal web)

 

Speaker radiofonico per mestiere o passione?

 L’uno e l’altro. La passione è diventata un mestiere e viceversa.. Quando ho iniziato il mezzo radiofonico non dava grandi possibilità, ma c’era in me una grande passione, cercavo di mettere in mostra la mia arte, la mia simpatia, la mia voglia di fare. La passione è uno degli elementi fondamentali per realizzare quello in cui credi fortemente

 

Molti ti conoscono per Striscia La Notizia o la radio, ma hai un’altra grande passione: le macchine e le moto. Le disegni soltanto o le guidi anche?

 Purtroppo non posso permettermele non avendo grandi redditi. Sono un grande appassionato, per adesso mi limito a disegnarle, in futuro chissà…

Una delle  passioni di Charlie Gnocchi: le moto. (fonte: dal web)

 

Dipingi utilizzando il “metodo moka”. Ci spiegheresti in cosa consiste questa tecnica?

 La mattina mi sveglio presto, faccio il caffè con la moka e con lo stesso caffè inizio a fare dei disegni sviluppando una tecnica che è a base di colore e caffè. Utilizzo questa tecnica per fare disegni che spesso sono delle caffettiere, delle moto o delle macchine

Disegno realizzato da Charlie Gnocchi utilizzando il metodo moka. (fonte: dal web)

 

Come nasce una tua opera? cosa ti ispira?

Mi ispira la quotidianità. Realizzo le mie opere in base all’umore, a  quello che ho sentito, che ho visto, che ho sognato, cerco sempre di essere abbastanza libero però mi do un soggetto. Per quanto riguarda i colori, scelgo quasi sempre tonalità che  rispecchiano il mio  stato d’animo.

 

Qual è la tua più grande stravaganza?

Ne ho tante! Ma sicuramente la mia più grande stravaganza è il pensiero, sono molto aperto, mi piace molto conoscere caratteri, parlare di storie, sono molto disponibile. Ecco, direi proprio che la mia più grande stravaganza è essere ben disposto  alla gente

 

Conduttore radiofonico, personaggio televisivo e pittore. Qual è il tuo lato preponderante?

Il mio lato preponderante è quello di comunicare qualcosa. Comunicare un po’ di libertà, un po’ di voglia di arte, comunicare la voglia di fare qualcosa di nuovo, ma anche comunicare messaggi di speranza e questo lo faccio attraverso la radio, attraverso la TV ,ma anche parlando con la gente che incontro per strada.

 

Chi stimi di più nel mondo dello spettacolo tra i “grandi” con cui hai lavorato?

Ti dirò, tutti i miei colleghi sono bravi, c’è sempre da imparare dalle persone che ti circondano. Delle persone con cui ho lavorato stimo molto Renzo Arbore, Pippo Baudo, Maurizio Costanzo, insomma i  grandi della televisione, ammiro molto anche Fiorello. Si impara sempre dalle persone abili nel proprio mestiere , se tu vedessi lavorare Fiorello  capiresti subito che è molto bravo, studia, si prepara, da lui c’è da imparare parecchio, la sua non è una  bravura improvvisata come molti pensano, ma c’è di più in lui, c’è dell’arte.

 

Adesso ti faccio una domanda un po’ scomoda… nel corso della tua carriera c’è stato qualcuno che ha cercato di ostacolarti?

Sai, credo che gli ostacoli arrivino soprattutto da noi stessi ,quindi no, posso dire che nessuno ha cercato di ostacolarmi, però non è che ti aiuti poi tanto qualcuno, devi sempre essere tu a tirare fuori il meglio di te e  insistere,  perché comunque ti scontri con con un’indifferenza generale abbastanza alta ma che fa si che si formi il carattere, ma no…non mi hanno ostacolato. Gli ostacoli nascono da noi stessi perché a volte non ci crediamo abbastanza e ci fermiamo, impauriti da un mestiere difficile che richiede molta audacia e caparbietà

 

 Oscar Wilde: “posso resistere a tutto tranne che alle tentazioni”. Qual è la tentazione a cui non sai resistere?

Sono sincero, mi piace molto bere un bel bicchiere di vino frizzante accompagnato da del pesce o  della carne. Il mio punto debole non è solo il cibo, ma la bellezza…la bellezza in generale, quella si chè è una tentazione…

 

Un tuo pregio e un tuo difetto

Il mio pregio è che ho buon carattere, sono una persona molto buona, personalmente cerco di non avere nemici. Il mio difetto stranamente è sempre questo perché cerco di vedere il bicchiere mezzo pieno e invece dovrei avere un po’ più di grinta

 

C’è una domanda che non ti ho fatto che avresti voluto trovare in quest’intervista?

Si, se ho accettato dei compromessi per fare questo mestiere.

 Interessante: “ sei mai sceso a dei compromessi?”

No , però a volte pur di fare questo mestiere ho accettato anche di fare quello che non mi andava di fare. A volte pur di lavorare ho fatto scelte un po’ così, un po’ bislacche, tipo qualche serata, qualche spettacolo che non era proprio nelle mie corde, però mi sono messo in gioco lo stesso e ho cercato di dare il meglio di me stesso

 

Sandra Barone

Back to top button