Musica

Le capre a sonagli, intervista alla band: reinterpretare il brano del Quartetto Cetra

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Doppio ritorno per Le Capre a Sonagli: in digitale, con il brano CAPRA PELADA, la loro personale reinterpretazione del celebre brano del Quartetto Certa, disponibile da oggi solo ed esclusivamente sul loro sito, e dal vivo, l’8 aprile, ospiti del Live di Trezzo dei Punkreas.

Originaria di Bergamo, la band Le capre a Sonagli ha da sempre esplorato i territori stoner folk, senza rinunciare a sporcarsi le mani con la psichedelia, i ritmi tribali e tutto ciò che significa punk, tra groove ermetici e derive rock schizofreniche. Dopo una lunga carriera, fatta di dischi e tour, Le capre a Sonagli hanno deciso di sperimentarsi con un brano della tradizione italiana, “Crapa pelada”, conosciuta dai più grazie alla versione dei Quartetto Cetra e riportata recentemente all’attenzione del grande pubblico dalla serie Breaking Bad.  Il brano è un piccolo dono in occasione del loro ritorno sui palchi: l’8 aprile, infatti, saranno ospiti dei Punkreas, al LIVE MUSIC CLUB di Trezzo sull’Adda (MI).

In questa intervista ne abbiamo parlato insieme.

L’intervista a Le capre a sonagli

Un ritorno bizzarro, firmato decisamente Le Capre a Sonagli, con la reinterpretazione del brano del Quartetto Cetra. Come mai questa scelta? In questi ultimi due anni abbiamo trasformato la nostra vecchia sala prove in uno studio di registrazione professionale. Di conseguenza c’è stata la voglia e la necessità di testare il nuovo ambiente e di riprendere a suonare insieme, senza la pressione di dover necessariamente comporre fin da subito nuovo materiale. Abbiamo quindi scelto Crapa Pelada: un brano divertente e senza troppi elementi ritmici, che ci ha lasciato libertà dal punto di vista della sperimentazione sonora e di arrangiamento.

Del tutto contro tendenza, avete fatto un singolo disponibile solo ed esclusivamente sul loro sito. Come mai? È una provocazione o una strategia mirata?
Assolutamente no, lo abbiamo fatto semplicemente per far tornare “a casa nostra” (ossia sul nostro sito e sui nostri canali) tutti gli ascoltatori. È stato come aprire le porte di casa dopo tanto tempo e dire a tutti “Benvenuti, eccoci qui! Mo’ ci divertiamo insieme”. Inoltre volevamo “celebrare” il nostro ritorno live (avvenuto l’8 aprile, in apertura al concerto dei Punkreas) con un piccolo regalo e questa “esclusiva” ci è sembrata il modo migliore.

Nelle vostre canzoni ricorrevano spesso riferimenti a dimensioni ultraterrene e realtà infernali. Cosa aspettarsi adesso? Qual è lo scenario?
In questo momento abbiamo solo la necessità di riprendere a comporre in maniera libera, spensierata e divertente. Non sappiamo dove porterà tutto ciò e quali tematiche affronteremo. Chiaro è che il mood necronaif ci accompagna da quando siamo nate e, anche quando non lo cerchiamo, viene a trovarci auto-infilandosi nei brani. Staremo a vedere, siamo curiosi!

Come la vostra musica è stata influenzata negli ultimi anni e qual è la prospettiva futura?
Nel corso degli ultimi anni abbiamo prestato molta attenzione a tutti i dettagli sonori, con il desiderio di sconfinare in territori musicali che non avevamo ancora esplorato. Ora stiamo riprendendo a comporre a ruota libera e quello che sta uscendo (non è detto che poi finisca in un album) è materiale con un impatto sonoro importante e un mood ritmico molto dancefloor. Anche in questo caso… “staremo a vedere!”

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