Che la festa abbia inizio. Il Benevento ha ottenuto ufficialmente la promozione in Serie A dopo due anni. Una cavalcata straordinaria, un dominio mai in discussione. Una squadra che ha saputo eguagliare il record dell’Ascoli nella stagione 1977/78. Nell’annata in questione i Bianconeri ottennero la promozione in massima serie alla 31a giornata (nell’era dei due punti a vittoria). Gran parte del meritato successo è stata resa possibile da un uomo in grado di schierare una rosa compatta e grintosa in campo, che ha saputo sfruttare al meglio le doti tecniche dei suoi uomini. Il tecnico Filippo Inzaghi ora cerca un nuovo riscatto in Serie A.

Inzaghi, la straordinaria carriera da calciatore

Filippo Inzaghi nasce a Piacenza il 9 agosto 1973. Attaccante rapido negli inserimenti e con un gran senso del gol, nella sua carriera da calciatore Super-Pippo ha messo a segno 316 reti in 694 presenze in tutte le competizioni, comprese le esperienze in Nazionale. Ha vestito le maglie di Piacenza, Leffe, Verona, Parma, Atalanta, Juventus e Milan.

Proprio con la maglia rossonera Inzaghi ha messo in cascina i trofei più importanti della sua carriera. Il tecnico piacentino ha vinto infatti due edizioni della UEFA Champions League (nel 2003 e nel 2007), oltre che due campionati di Serie A nel 2004 e nel 2011 e il Mondiale per club nel 2007. Anche con la Juventus vanta la vittoria di uno scudetto nel 1998. E come non menzionare la vittoria con la maglia della Nazionale nel Campionato Mondiale di Calcio 2006 e il successo sfiorato nei Campionati Europei di Calcio del 2000.

Inzaghi vanta inoltre una serie di record personali. Nella classifica dei gol segnati nelle competizioni UEFA per club occupa la quinta posizione a quota 70 reti. Davanti a lui ci sono mostri sacri del calibro di Cristiano Ronaldo, Lionel Messi, Raùl e Robert Lewandowski. In coabitazione con altri giocatori (tra i quali Crespo, Milito, Cristiano Ronaldo e Bale) è il giocatore ad aver segnato più reti (2) in una finale di UEFA Champions League (edizione 2006/07).

La carriera di allenatore: dall’esordio al Milan

Dopo il ritiro dal calcio giocato, Inzaghi intraprende la carriera di allenatore degli Allievi Nazionali del Milan, con un contratto valido per le stagioni 2012/13 e 2013/14. Nella prima stagione raggiungerà la fase finale del Campionato di categoria, subendo l’eliminazione in semifinale per mano dell’Empoli. Nell’estate 2013 diventa allenatore della Primavera del club rossonero, con la quale conquisterà il Torneo di Viareggio nel febbraio 2014.

Nel giugno 2014 Inzaghi viene nominato tecnico della prima squadra. Dopo un ottimo esordio, in cui supererà la Lazio per 3-1, la stagione sarà caratterizzata da più bassi che alti. Il Milan terminerà infatti la stagione al decimo posto con 13 vittorie, 13 pareggi e 12 sconfitte, dato che comporterà l’esclusione dalle coppe europee per il secondo anno di fila (fatto che non accadeva dalla stagione 1997/98). Nonostante avesse un contratto con il Diavolo valido per un altro anno, Inzaghi viene esonerato anzitempo.

L’approdo di Inzaghi al Venezia

Nel giugno 2016 Inzaghi sostituisce Giancarlo Favarin nel ruolo di tecnico del Venezia, club neopromosso in Lega Pro. Il tecnico piacentino guiderà i Lagunari alla promozione in Serie B con tre giornate di anticipo, oltre che alla conquista della Coppa Italia Lega Pro. Nella stagione successiva, il club veneto otterrà un ottimo quinto posto in Serie B, qualificandosi ai play-off di fine stagione. Nella post-season gli Arancioneroverdi furono eliminati in semifinale nel doppio confronto contro il Palermo (1-1 al Pier Luigi Penzo, 1-0 in favore di rosanero al Barbera).

Il ritorno in Serie A alla guida del Bologna

Dopo essersi dimesso come allenatore del Venezia, nel giugno 2018 Inzaghi approda sulla panchina del Bologna in sostituzione di Roberto Donadoni. Il ritorno in Serie A si rivelerà però disastroso per il tecnico piacentino. I Felsinei termineranno il girone di andata al diciottesimo posto a quota 13 punti. In Coppa Italia il club emiliano otterrà la qualificazione agli ottavi di finale, dove subirà l’eliminazione per mano della Juventus.

L’inizio del 2019 sarà però drammatico per il club rossoblù. Un pareggio e una sconfitta pesantissima contro il Frosinone (4-0) diretta concorrente per la salvezza porterà la società ad esonerare il tecnico il 28 gennaio successivo. Inzaghi sarà sostituito da Siniša Mihajlović, con il quale il Bologna otterrà un ottimo ed inaspettato decimo posto finale.

La straordinaria cavalcata con il Benevento

Nel giugno 2019 Inzaghi viene nominato tecnico del Benevento. Il resto, come sappiamo, è storia. Promozione in Serie A con sette turni di anticipo e conquista della Coppa Ali della Vittoria. 23 vittorie, 7 pareggi, una sola sconfitta. 56 gol fatti, 15 subiti. Ora bisognerà terminare la stagione a caccia di nuovi record, dopodiché bisognerà pensare al mercato. Il prossimo anno l’obiettivo sarà quello di lottare fino in fondo per la salvezza. Inzaghi cerca il riscatto anche in Serie A, ma per ottenerlo avrà bisogno di una rosa altamente competitiva, vista la complessità del torneo.

Il prossimo anno la certezza sarà la sfida tra i fratelli Inzaghi in Serie A. Simone Inzaghi sarà impegnato alla lotta per la conquista del titolo con la maglia della Lazio. Super-Pippo attende il confronto con grande entusiasmo per la stagione successiva: queste le sue parole ai microfoni di DAZN:

“Non dimenticherò ma la partita che ci è valsa la promozione, abbiamo giocato in dieci uomini per ben 80 minuti. Quello che hanno fatto i ragazzi è qualcosa che entrerà nella storia. Siamo riusciti ad eguagliare un record imbattuto dal 1977. Per non parlare del fatto che in casa le abbiamo vinte tutte. La dedica non può che andare alla mia famiglia, alla mia fidanzata e tutto quelli che hanno creduto in me. Un grazie speciale va anche al mio staff. Adesso penserò a battere Simone Inzaghi in Serie A”.

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