L’udito è uno dei sensi fondamentali per la comunicazione e la qualità della vita, ma spesso si tende a trascurare determinati problemi e difficoltà e ci si accorge che qualcosa non va quando ormai è troppo tardi.

A volte non lo facciamo nemmeno apposta, perché il nostro cervello fa tantissime cose in automatico, senza che ce ne accorgiamo, e compensare eventuali problemi è uno di questi. Per tale motivo chi ha problemi di udito talvolta legge il labiale in modo inconsapevole, pensa perciò di riuscire a sentire bene ma non è così.

Questo è il motivo per cui durante l’emergenza sanitaria degli scorsi anni vi è stato un vero e proprio boom di diagnosi di ipoacusia: l’uso delle mascherine obbligatorio impediva la lettura del labiale e questo ha permesso a molte persone di capire di avere dei cali di udito.

La riduzione della capacità di percepire i suoni può insorgere a qualsiasi età e per cause diverse. Sebbene sia più frequente nelle persone anziane a per via del naturale invecchiamento dell’orecchio, può colpire anche bambini e giovani adulti.

Esposizione prolungata a rumori intensi, infezioni dell’orecchio non trattate, patologie sistemiche o fattori genetici possono contribuire alla perdita dell’udito. Per fortuna, esistono soluzioni efficaci che aiutano ad affrontare questo problema, tra cui gli apparecchi acustici, che aiutano a migliorare la percezione dei suoni e a mantenere una vita sociale attiva. 

Che cos’è l’ipoacusia? Quanti tipi ne esistono?

Entrando nel dettaglio, l’ipoacusia è una condizione caratterizzata dalla perdita parziale o totale della capacità uditiva in una o entrambe le orecchie. Questa riduzione dell’udito può essere lieve, moderata, severa o profonda, a seconda del livello di compromissione.

In alcuni casi, è presente sin dalla nascita (in questi casi si chiama ipoacusia congenita) e può essere dovuta a fattori genetici o a complicazioni durante la gravidanza e il parto, come infezioni materne.

Altre volte, invece, si sviluppa nel corso della vita (e viene chiamata ipoacusia acquisita) per cause come esposizione prolungata a rumori forti, traumi, infezioni o il naturale invecchiamento dell’organismo. 

Dal punto di vista medico, si possono distinguere tre principali tipologie, classificate in base alla parte dell’apparato uditivo coinvolta:

  • La trasmissiva si verifica quando il suono non riesce a raggiungere correttamente l’orecchio interno a causa di problemi nell’orecchio esterno o medio, come l’accumulo di cerume, otiti o perforazioni del timpano.
  • La neurosensoriale, invece, è dovuta a danni all’orecchio interno o al nervo acustico, con conseguente difficoltà nel trasformare le vibrazioni sonore in segnali nervosi comprensibili dal cervello.
  • Infine, l’ipoacusia mista è una combinazione delle due precedenti, con problematiche sia nella trasmissione del suono che nella percezione neurologica. 

Poiché questa condizione può avere un impatto significativo sulla qualità della vita, è fondamentale riconoscerne i sintomi precocemente e consultare quanto prima uno specialista per individuare la soluzione migliore.

Come si diagnostica e si tratta l’ipoacusia

Quando si ha sospetto di essere affetti da ipoacusia la prima cosa che bisogna fare è sottoporsi quanto prima a una visita specialistica con un otorinolaringoiatra. Durante l’esame, il medico valuterà lo stato del condotto uditivo e della membrana timpanica, verificando la presenza di eventuali anomalie.

Se c’è sospetto di qualche compromissione, vengono prescritti test specifici per misurare la capacità uditiva e determinare il tipo e il livello della perdita di udito. Tra gli esami più comuni ci sono l’audiometria tonale, che prevede l’ascolto di suoni a diverse frequenze per stabilire il minimo livello percepibile, e l’audiometria vocale, in cui il paziente deve riconoscere e ripetere parole pronunciate a varie intensità.

Un altro test utile è l’impedenzometria, che misura la mobilità del timpano e degli ossicini dell’orecchio medio, usato per identificare eventuali problematiche come accumulo di liquidi o rigidità della catena ossiculare. 

Il trattamento poi verrà deciso in base alla causa sottostante, ma spesso prevede l’uso di apparecchi acustici per compensare la compromissione.