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Ippolita Baldini: vita privata, fidanzato carriera e curiosità della comica di Zelig

Ippolita Baldini è tra le più brave attrici comiche italiane. Con una formazione artistica eccezionale, si è diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio d’Amico, dal 2009 lavora come attrice per progetti teatrali e cinematografici che le hanno consentito di mostrare al grande pubblico il suo talento. Dal 2015 Ippolita entra a far parte del laboratorio di Zelig, dove ha l’opportunità di mettersi in gioco e sviluppare al meglio le proprie doti da cabarettista. Un talento che esibisce anche sul palco di Colorado, presentandosi come una delle migliori artiste del programma.

Ippolita Baldini è una simpaticissima comica e attrice italiana. La ragazza ha alle spalle una formazione di tutto rispetto: si è diplomata all’Accademia Nazionale d’Arte Drammatica Silvio D’Amico, per poi cominciare a lavorare sia per il teatro che per il cinema. Nel 2015, però, Ippolita cambia strada cimentandosi nell’arte comica: entra così a far parte del laboratorio milanese di Zelig, dove ha l’opportunità di mettersi in gioco e sviluppare al meglio le proprie doti da cabarettista. Un talento che oggi esibisce sul palco di Colorado, presentandosi come una delle migliori new entry del programma.

Dal 2016 Ippolita Baldini fa parte del cast di Colorado con il personaggio simpaticissimo che ha già presentato a Zelig nel 2015. La cabarettista sorprende e fa divertire il suo pubblico con Lucia Agazzi, anche detta la Lucy, una milanese single in cerca d’amore.

Le piace recitare e viaggiare in giro per il mondo. Su Instagram sono presenti numerose foto legate ai suoi viaggi e al suo lavoro.

Sono uscita con “sufficiente” dalle medie Parini, ma in compenso sapevo a memoria tutti gli sketch della Valeri. Li rifacevo in macchina quando andavamo in montagna o al mare con la mia famiglia, come se fossero delle canzoni, con lo stesso ritmo e gli stessi respiri, così ho imparato, ho introiettato il tempo comico. Credo sia andata così. Il Teatro è una vocazione, è arrivata. La prima volta che sono entrata in un teatro vuoto mentre i tecnici sul palco montavano le luci, mi sono seduta al buio nella platea, ho fatto un sospiro e ho avuto la forte sensazione di sentirmi a casa: “ah! Sono a casa.”. Questa per me è la vocazione.

Ma ce ne sono tante di vocazioni nella vita, la mia vita sento che non si ferma al solo lavoro, sogno una famiglia, un marito, dei figli. Sono ancora sogni perché per il momento non ho incontrato nessuno per cui tirare un sospiro e dire “ah! Sono a casa”. Trovare la propria vocazione è una grande GIOIA, amare è una grande gioia, amare il proprio mestiere è una grande gioia. Mi hanno deluso diverse persone nella vita, spesso degli uomini in ambito sentimentale e nel lavoro certi casting director o agenti, sono due figure professionali che casualmente mi hanno molto deluso in determinati contesti. Parlo solo di persone che lavorano a Roma, per ora che vivo a Milano, non ho avuto delusioni di questo genere. Non voglio fare nomi ma certi agenti e certi casting director mi hanno trattata veramente male, come un numero. Odio essere trattata come un numero, faccio l’attrice e c’ho l’ego un po’ superbo… hihihi. Soprattutto dopo aver realizzato il progetto Mina avevo fatto il giro delle sette chiese a Roma tra agenti e casting per far vedere questo lavoro, con un grande entusiasmo, come far vedere un bambino dopo il parto, per poco non c’hanno sputato sopra, non l’ha cagato nessuno. Grande delusione.

Progetti tanti, parallelamente al lavoro di attrice scritturata che negli anni andava e veniva, ho realizzato io da zero diverse cose, non mi è mai piaciuto oziare. Ho creato il progetto Mina, poi sono partita per Jakarta in Indonesia per fare un corso di teatro ai bambini di un orfanotrofio, poi ho scritto il mio primo spettacolo Mia mamma è una Marchesa, con questo sono entrata nella scuderia di Zelig che mi ha lanciato in TV con il personaggio di Lucia Agazzi, ora sto scrivendo il sequel di Mia mamma è una Marchesa e ho tanta paura. Sono una persona paurosa! Ma ironica! E mi butto.

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