Le posizioni fra Iran e Stati Uniti sono ancora lontane su alcune questioni chiave per un possibile accordo. Lo riporta il Wall Street Journal citando alcune fonti, secondo le quali Teheran ha respinto l’idea di trasferire le scorte di uranio all’estero, si è opposto alle fine dell’arricchimento e allo smantellamento dei suoi impianti nucleari, oltre che a restrizioni permanenti al suo programma.
Cosa vogliono gli Stati Uniti dall’Iran
La delegazione statunitense, guidata da Steve Witkoff e Jared Kushner, si è presentata ai colloqui con richieste precise: lo smantellamento dei principali impianti nucleari e un accordo che ponga fine all’arricchimento dell’uranio in modo permanente. Da parte iraniana, è prevista la presentazione di una proposta per sospendere l’arricchimento per un periodo di tre-cinque anni oltre la fine del mandato di Trump per poi aderire a un consorzio regionale destinato alla produzione di uranio a basso livello, non utilizzabile per armi. Nell’ambito di un eventuale accordo, Teheran accetterebbe anche il monitoraggio da parte di ispettori internazionali.
Trump ha accusato l’Iran di “perseguire sinistre ambizioni nucleari”, sebbene Teheran abbia sempre insistito sul fatto che il suo programma sia a fini civili. Trump ha anche affermato che Teheran ha “già sviluppato missili che possono minacciare l’Europa e le nostre basi all’estero, e sta lavorando per costruire missili che presto raggiungeranno gli Stati Uniti d’America”. Il ministero degli Esteri iraniano ha definito queste affermazioni “grandi bugie” e ha assicurato che la gittata massima dei suoi missili è di 2.000 chilometri. Tuttavia, il Congressional Research Service degli Stati Uniti stima che raggiungano i 3.000 chilometri, meno di un terzo della distanza dagli Stati Uniti continentali.
Prima dei colloqui di oggi, il Segretario di Stato Marco Rubio ha avvertito che l’Iran deve negoziare anche sul suo programma missilistico, definendo un eventuale rifiuto “un grosso, grosso problema”.
I colloqui tecnici sul nucleare tra l’Iran e gli Stati Uniti inizieranno lunedì della prossima settimana presso la sede dell’Agenzia internazionale per l’energia atomica (Aiea) a Vienna. Lo ha confermato il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi alla televisione di Stato. “Abbiamo deciso che i team tecnici inizieranno i negoziati tecnici presso l’Agenzia internazionale per l’energia atomica a Vienna lunedì, con l’aiuto di esperti di quell’organizzazione”, ha detto Araghchi dopo un terzo round di colloqui tra le due parti a Ginevra.





