Gli Stati Uniti hanno attaccato tre siti nucleari in Iran, hanno sganciato le bombe ‘bunker buster’. Nella notte italiana, il presidente statunitense Donald Trump ha confermato la partecipazione diretta degli Stati Uniti all’attacco contro tre impianti nucleari iraniani: Fordow, Natanz ed Esfahan. “Tutti gli aerei sono ora fuori dallo spazio aereo iraniano. Un carico completo di bombe è stato sganciato sul sito principale, Fordow. Tutti i velivoli stanno rientrando sani e salvi. Congratulazioni ai nostri grandi guerrieri americani. Nessun altro esercito al mondo avrebbe potuto fare questo. Ora è il momento della pace”, ha scritto Trump, definendo l’operazione un successo.
Secondo quanto riferito da Reuters, a condurre l’attacco sarebbero stati i bombardieri stealth B-2 Spirit dell’Aeronautica statunitense in grado di trasportare la Massive Ordnance Penetrator (MOP) — la bomba bunker-buster di profondità di cui solo gli Stati Uniti dispongono — sono decollati sabato dalla base di Whiteman, nel Missouri, in direzione della base aerea di Guam, nell’Oceano Pacifico, da cui sarebbe stata condotta l’operazione.
Discorso del presidente Usa alla nazione: ‘Ora è il momento per la pace, l’Iran deve accettare la fine di questa guerra’. Netanyahu; ‘Io e Trump diciamo, ‘prima la forza, poi la pace’. In risposta agli attacchi statunitensi contro i siti nucleari iraniani, i Guardiani della Rivoluzione hanno lanciato un duro avvertimento, annunciando gravi conseguenze per gli interessi americani nella regione. In un comunicato, il corpo d’élite iraniano ha dichiarato che le basi militari statunitensi in Medio Oriente sono ora obiettivi legittimi e verranno “trasformate in cenere”, accusando Washington di aver oltrepassato una linea rossa.





