Stati Uniti e Israele sarebbero «impegnati in intensi preparativi — i più grandi da quando il cessate il fuoco è entrato in vigore — per la possibile ripresa degli attacchi contro l’IRAN già dalla prossima settimana». Lo sostiene il New York Times che cita due funzionari mediorientali. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump è rientrato dalla China venerdì e, scrive il quotidiano Usa che cita i suoi consiglieri, non avrebbe «ancora preso una decisione sui prossimi passi» sull’Iran.
Trump avrebbe perso la pazienza dopo i ripetuti attacchi dell’Iran contro truppe statunitensi e alleati di Washington nonostante il cessate il fuoco in vigore dall’inizio di aprile. Lo riferisce Cnn, citando una fonte israeliana secondo cui i bombardamenti avrebbero come obiettivo alti funzionari iraniani e infrastrutture energetiche del Paese. Trump, aggiunge Cnn, sarebbe irritato per lo stallo diplomatico, ma al tempo stesso riluttante a lasciarsi trascinare nuovamente in un conflitto su vasta scala, anche per il timore che una nuova escalation possa aggravare ulteriormente la crisi nello Stretto di Hormuz
“Sospetto attacco di Hacker iraniani contro stazioni di benzina Usa”
Hacker iraniani avrebbero violato i sistemi che monitorano la quantità di carburante nei serbatoi di stoccaggio che riforniscono le stazioni di servizio in diversi stati degli Stati Uniti. È il sospetto di diversi funzionari statunitensi, come riferiscono fonti informate alla Cnn. Gli hacker, sostengono le fonti, hanno sfruttato sistemi automatici di misurazione del livello del carburante (Atg) che erano online e non erano protetti da password, riuscendo in alcuni casi a manipolare le letture visualizzate sui serbatoi, ma non i livelli di carburante al loro interno.




