Israele allarga l’intervento militare e si accanisce sull’unico punto che era rimasto sicuro – Rafah – nel sud della Striscia.

Novità sul fronte di Gaza, dove nuove truppe entreranno presto ad affiancare quelle già schierate sul campo. Lì l’obiettivo sarà “intensificare” l’operazione militare contro i battaglioni di Hamas.

“La battaglia a Rafahè cruciale. Non si tratta del resto solo dei loro battaglioni, ma anche dei tubi dell’ossigeno per fuggire e rifornirsi”

Benyamin Netanyahu

Questo ciò che ha detto il premier Benyamin Netanyahu. Israele ha sorvolato la regione sud della Striscia. Poi, rivolto ai soldati, il Premier ha aggiunto:

“Questa di cui siete parte integrante è una battaglia che deciderà molte cose in questa guerra”

Benyamin Netanyahu

Infine, il ministro della Difesa Yoav Gallant ha delineato la strategia della spallata finale che Israele pensa di assestare ad Hamas è stato

Israele allarga l’attacco su Rafah:

L’azione militare a Rafah ha riportato l’attenzione sugli accusati Israele alla Corte internazionale di giustizia dell’Aja. La corte ha convocato due nuove sedute su iniziativa del Sudafrica con la richiesta di Pretoria del ritiro dell’Idf dalla città. Quell’operazione, secondo quanto denunciato l’avvocato del Sudafrica (Vaughan Lowe) rappresenta “l’ultima tappa della distruzione di Gaza e del popolo palestinese“, definito “un genocidio“.

E l’Egitto?

Anche il Cairo è andato all’attacco. Le parole del ministro degli Esteri Sameh Shoukry:

“L’Egitto ha costantemente chiesto la fine dell’operazione militare israeliana a Gaza e il permesso di far affluire gli aiuti umanitari senza ostacoli nella Striscia”

Esteri Sameh Shoukry

Shoukry ha poi chiesto sia alla comunità internazionale sia allo stesso Israele di “fermare le operazioni militari al valico di Rafah lungo il confine con l’Egitto”. In un evento inaspettato, il Patriarca di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa, è entrato – per la prima volta dall’inizio della guerra – nella Striscia. A Gaza City, nella parrocchia della Sacra Famiglia, dove ha celebrato messa, ha consegnato un “messaggio di speranza, solidarietà e sostegno” alla popolazione del territorio palestinese.

Se gli Usa approvano invio di armi a Israele, saranno responsabile per Rafah?

La camera americana, controllata dai repubblicani, approva un provvedimento che capovolge la sospensione decisa da Joe Biden. L’approvazione riguarda l’invio di alcune armi a Israele e previene il presidente dalla possibilità di prendere un’altra decisione simile. La misura è stata approvata con 224 voti a favore e 187 contrari. Tuttavia la misura non ha nessun futuro in senato dove i democratici puntano a non prenderla neanche in considerazione.

Biden ha sospeso la consegne di bombe ad alta carica che potrebbero essere usate a Rafah (fonte: ansa). La decisione è stata criticata dai repubblicani che hanno voluto con il provvedimento ammonire il presidente.

Maria Paola Pizzonia, Autore presso Metropolitan Magazine