Le truppe israeliane si sono ritirate dal corridoio di Netzarim, una zona militare che separa la parte settentrionale della Striscia di Gaza da quella meridionale. Centinaia di palestinesi a bordo di automobili e carretti carichi di materassi e altri beni hanno iniziato a fare ritorno nel nord di Gaza dopo il ritiro, spesso trovando scene di totale distruzione.

L’esercito israeliano aveva lasciato libero un passaggio attraverso il corridoio di Netzarim sul lato occidentale, quindi verso la costa, dove le persone potevano passare a piedi. Il ritiro completo domenica ha incentivato il ritorno di molte altre persone e permetterà una maggiore libertà di movimento. Chi viaggia su dei mezzi deve passare attraverso la strada Salah al Din (la grande strada che attraversa tutta la Striscia) e superare un controllo che viene fatto da agenti di sicurezza egiziani e statunitensi, che verificano che le persone non abbiano con sé armi

Il ritiro israeliano è in linea con l’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas del 19 gennaio, in base al quale sono stati finora liberati 16 ostaggi israeliani e 566 prigionieri palestinesi. Entro la fine della prima fase del cessate il fuoco, tra tre settimane, si prevede che saranno liberati 33 ostaggi e 1.900 prigionieri. Israele afferma che otto dei 33 sono morti.

Il corridoio di Netzarim è libero

Il corridoio, largo circa 6 km, divide trasversalmente in due la Striscia ed è stato creato durante il conflitto contro Hamas. “Le forze israeliane hanno smantellato le loro posizioni e postazioni militari e hanno completamente ritirato i loro carri armati dal corridoio di Netzarim sulla strada di Salaheddin, permettendo ai veicoli di passare liberamente in entrambe le direzioni”, ha dichiarato il funzionario del ministero degli Interni gestito da Hamas.

Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu definisce il piano del presidente degli Stati Uniti Donald Trump di trasferire i palestinesi da Gaza ‘molto buono, la prima idea nuova da anni”. “Ha il potenziale per cambiare tutto a Gaza”, afferma Netanyahu in un’intervista rilasciata a Fox News prima del suo rientro da Washington. “Non è uno sfratto forzato, né una pulizia etnica. Tutti parlano di Gaza come di una prigione a cielo aperto, e allora perché tenere questa gente in prigione? I cittadini di Gaza potranno tornare nelle loro case dopo la ricostruzione, a patto che rinneghino il terrorismo”.