L’esercito israeliano ha colpito più di 100 obiettivi in 10 minuti in Libano, secondo quanto riportato dall’IDF. Un comunicato militare ha affermato che gli attacchi “hanno preso di mira siti legati a Hezbollah” in diverse aree di Beirut, della valle della Beqaa e del Libano meridionale.

Gli attacchi sono avvenuti poche ore dopo che Stati Uniti e Iran avevano annunciato martedì una tregua di due settimane, volta a spianare la strada a un accordo definitivo per porre fine alla guerra lanciata da Washington e Tel Aviv contro Teheran. I mediatori pakistani hanno affermato che la tregua include il Libano, mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha negato.

Sarebbero decine i morti e centinaia i feriti civili nell’ultimo raid. Nei video social e nelle immagini Reuters i momenti dei bombardamenti e i danni causati a Beirut.

A Beirut è stata strage con 182 persone uccise in raid su zone commerciali e residenziali densamente popolate, anche nel centro della capitale libanese. Centinaia anche le persone ferite, stando alle cifre del ministero della sanità libanese. E’ il dazio di sangue più pesante dall’inizio della guerra contro Hezbollah, il movimento sciita filoiraniano. In risposta agli attacchi contro il proprio alleato, l’Iran è tornato a chiudere lo Stretto di Hormuz.

La fragilissima tregua – della quale ogni parte ha pubblicato versioni con importanti differenze – non impedisce ai mercati di tirare un respiro di sollievo, pur nella cautela: il prezzo del petrolio scende sotto i 100 dollari al barile. Ma sui negoziati previsti per sabato a Islamabad (il Pakistan sta giocando un importantissimo ruolo diplomatico) è già incertezza: l’Iran minaccia di disertarli se Israele continuerà le azioni.

Il segretario generale dell’ONU, Antonio Guterres, con un messaggio particolarmetne duro, ha condannato la perdita di vite umane e si è detto profondametne preoccupato per le conseguenze sugli sforzi per una pace duratura e generale nella regione.