Israele è in trattative con cinque Paesi – Indonesia, Somaliland, Uganda, Sud Sudan e Libia – per il potenziale reinsediamento dei palestinesi dalla Striscia di Gaza.
Benjamin Netanyahu ha espresso il suo sostegno all’emigrazione di massa dei cittadini di Gaza, una politica approvata dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump all’inizio di quest’anno, affermando che Israele è in contatto con “diversi Paesi” per l’assorbimento dei civili sfollati dal territorio devastato dalla guerra.
“Tutti coloro che si preoccupano per i palestinesi e dicono di volerli aiutare dovrebbero aprire loro le porte”, ha detto ieri il premier israeliano. Incalzato sul perché il processo non abbia fatto progressi, Netanyahu ha risposto: “Servono Paesi ospitanti. Stiamo parlando con diversi Paesi, non entrerò nei dettagli qui”.
Israele avrebbe avviato colloqui con il Sud Sudan per esplorare la possibilità di reinsediare migliaia di palestinesi provenienti da Gaza nel Paese dell’Africa orientale, teatro di una delle crisi umanitarie e politiche più gravi del mondo. Lo riferiscono sei fonti informate, secondo cui i negoziati, pur non giunti a uno stadio avanzato, sono reali e in corso. L’ipotesi rientra in un più ampio progetto promosso dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, che punta a facilitare l’emigrazione di massa da Gaza in seguito all’offensiva militare israeliana, iniziata 22 mesi fa, contro Hamas. Un piano che si rifà alla visione del presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, di una “migrazione volontaria” dei palestinesi.
Oltre al Sud Sudan, Israele avrebbe sondato anche altri Paesi africani come Somalia e Sudan, ma senza ottenere finora risultati concreti. Il ministero degli Esteri israeliano non ha commentato, mentre da Juba non è giunta risposta ufficiale alle richieste di chiarimenti. Gli Stati Uniti, interpellati dall’Associated Press, hanno dichiarato di non voler discutere conversazioni diplomatiche riservate.
Secondo Joe Szlavik, a capo di una società di lobbying statunitense che collabora con il Sud Sudan, funzionari sudsudanesi gli avrebbero confermato i contatti. Szlavik sostiene che una delegazione israeliana avrebbe in programma una visita nel Paese per valutare l’allestimento di campi per accogliere i palestinesi — un progetto per cui Israele, secondo le indiscrezioni, si farebbe carico dei costi.





