L’Isis ha un nuovo leader

Secondo i servizi di intelligence, l’Isis ha un nuovo leader di nome Amir Mohammed Abdul Rahman al-Mawli al-Salbi. 

Sembra dunque che lo Stato Islamico abbia finalmente trovato il successore di Abu Bakr al Baghdadi. Il precedente capo politico dell’Isis era infatti rimasto ucciso il 27 Ottobre scorso nel corso di un raid americano. 

Al-Sabi viene descritto dall’intelligence come uno dei fondatori dell’estremismo che governa attualmente l’organizzazione, e nel suo passato si contano diverse storie di abusi e torture. Alcune di queste secondo le informazioni dell’intelligence, sono avvenute anche nei confronti di donne e bambini. Uno dei suoi crimini più efferati riguarda il massacro della comunità di yazidi. 

Rewards for Justice, sito interno al Dipartimento di Stato americano, descrive il nuovo capo dell’Isis come un “ricercatore teologico”. Non si possiedono informazioni su quanto conoscesse il suo predecessore. È stato però confermato che li accomuna un’esperienza nel carcere di Camp Bucca avvenuta nel 2004. 

Isis: una taglia di 5 milioni di dollari sul nuovo leader

Al-Salbi si è laureato nella sharia ( la legge islamica) all’Università di Mosul, e prima di unirsi all’Isis, sembra fosse coinvolto con Al Qaeda in Iraq. Ha vissuto la sua infanzia nel nord-ovest dell’Iraq.

Il Guardian riporta che è stata messa una taglia sul nuovo capo dell’Isis del valore di 5 milioni di dollari. Al-Sabi è attualmente ricercato in Siria, Iraq, e anche in Turchia. Il fratello Adel, che milita attivamente nel partito che rappresenta il fronte turcheno in Iraq, risiede lì e sembra che i due abbiano mantenuto i rapporti nel corso degli anni. 

Lo Stato Islamico ha controllato fino al 2017 un territorio molto vasto. Il califfato è nato nel 2014 e ha messo sotto i suo controllo un’area che si estende dalla Siria nord-orientale all’Iraq occidentale. 


Nonostante l’Isis abbia sempre dichiarato di fondarsi sulla religione sunnita, diversi leader rappresentanti del mondo islamico hanno negli anni contestato la legittimità religiosa dell’organizzazione. A parer loro i valori con cui agisce lo Stato Islamico non coincidono con la dottrina islamica sunnita.

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