Italia vs Germania in Europa: conosciamo le avversarie delle italiane

Juventus, Inter e Roma troveranno sul loro cammino europeo tre squadre tedesche: Bayer Leverkusen, Borussia Dortmund e Borussia Mönchengladbach. Uno scontro tra Serie A e Bundesliga che è molto più di una semplice sfida di calcio. È un duello tra due filosofie calcistiche lontane anni luce, due mondi che in passato si sono cercati ma senza incontrarsi mai.

L’avversaria: Borussia Dortmund

Tutto o niente. Il Borussia Dortmund ha deciso di fare all-in per tornare finalmente protagonista in Germania e in Europa. In Westafalia c’è voglia di vincere altri titoli oltre alla Supercoppa di Germania perchè i complimenti e le giocate dei suoi talenti non bastano più. Anche per dimenticare la passata stagione (campionato perso all’ultima giornata) e per tentare l’assalto al Meisterschale che manca da 7 anni, il ds Zorc ha rafforzato la rosa con gli arrivi di Schulz, Hazard, Hummels, Brandt, Alcacer (spendendo 126 milioni di euro) e soprattutto ha tenuto in rosa un fenomeno come Jadon Sancho nell’anno della sua definitiva consacrazione. Basterà? Forse manca ancora qualcosa, ovvero quella maturità e quell’esperienza, essenziali per arrivare fino in fondo. Il Bayern insegna.

Il Borussia Dortmund con la Supercoppa di Germania 2019 – photocredit Bundesliga

Favre aveva chiesto a gran voce l’arrivo di Mario Mandzukic, attaccante esperto e abituato a vincere. La sconfitta 3-1 contro l’Unione Berlin nell’ultima giornata di Bundesliga (ennesima caduta dei gialloneri apparsi distratti e sbadati), dimostra come il tecnico svizzero non avesse affatto torto. Per vincere il titolo non bisogna più perdere punti contro le piccole e per farlo serve concentrazione massima. Il Bayern non fa sconti e in questa stagione si è aggiunto anche il Lipsia di Nagelsmann come ulteriore avversario. Delle serie: tutto o niente. 

Analizziamo il Borussia Dortmund di Lucien Favre

Cosa temere? 

Il Borussia Dortmund è una squadra che gioca bene a calcio e lo fa con l’intensità tipica di una squadra di Premier League. Se trovata nel momento sbagliato, è capace di mettere in difficoltà chiunque. Calciatori come Reus, Sancho, Hazard e il ritrovato Götze, sono talenti che possono creare la giocata dal nulla. La forza è sugli esterni, non solo in attacco con le giocate di Sancho ma anche partendo da dietro con le discese di Schulz, Hackimi, Piszczeck o Guerreiro. Occhio agli inserimenti di Witsel, sempre puntuale in zona gol. 

Punti deboli

Come detto in precedenza, il Borussia è capace di tutto. La squadra di Favre è molto giovane e alterna prestazioni eccellenti a cadute rovinose. La tenuta mentale della squadra non è ancora al top per tutti i 90’ e in ambito europeo questa pecca si paga. Favre gioca con la difesa alta e Hummels e Akanji non sono ancora rodati al massimo. In avanti la manovra offensiva è legata alle accelerazioni di Sancho e Reus. Senza gli strappi dell’inglese e del capitano, spesso la manovra può diventare prevedibile. Se l’Inter giocherà con l’intensità tipica della gestione Conte, dal centrocampo in giù la squadra può andare in grande affanno.

L’avversaria: Borussia Mönchegladbach

Il “German Team”, come viene chiamato scherzosamente il Borussia da chiunque non parli tedesco, torna in Europa con la voglia di arrivare il più lontano possibile in nome dei bei tempi. I “Puledri” hanno così ingaggiato in estate un guidatore d’eccellenza come Marco Rose, ex tecnico prodigio del Red Bull Salisburgo che ha portato la squadra austriaca fino alle semifinali di Europa League al suo primo anno da professionista. Con lui il Borussia vuole tornare a ruggire dopo gli anni più “soporiferi” passati sotto la guida di Hecking.

Marcus Thuram – photocredit itasportpress

Il ds Eberl ha affiancato al francese Plea (colpo di mercato dello scorso anno) il talento di Embolo (che vuole ritrovarsi dopo due gravi infortuni), l’esterno austriaco Stefan Lainer (cercato da mezza europa) e un attaccante di belle speranze come Marcus Thuram, figlio d’arte e giocatore su cui costruire il futuro. Non ci sono più Hazard e Cuisance (ceduti a Borussia e Bayern) ma la qualità della squadra resta comunque buona (sarà l’anno del super talento Neuhaus) per centrare una nuova qualificazione in Europa League.

Marco Rose: come si muovono i suoi calciatori?

Rose ha portato la sua verve alla squadra, cercando di farla correre più degli avversari come faceva a Salisburgo. L’inizio in campionato è stato sufficiente ed i Fohlen stanno rispettando quel copione di mina vagante che gli è stato attribuito dopo il mercato. Oltre ai giovani, il Gladbach può contare su pilastri come Ginter, Kramer, Raffael, Herrmann e Wendt, calciatori più maturi e guide per i più giovani. Conclusioni? La squadra ha un tasso tecnico elevato ma da vedersi soprattutto in prospettiva. Rose dovrà laborare tanto.

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Il tifo straordinario del Borussia Park – photocredit RP online

Cosa temere

Il Borussia affronta la manifestazione con spensieratezza ma con la voglia di fare bene. L’Europa League in Germania è una competizione molto importante (lo dimostra la semifinale dell’Eintracht lo scorso anno) e tutte le squadre vogliono fare bella figura. La qualità poi non manca, sopratutto dal centrocampo in su, questo potrebbe mettere in difficoltà una squadra ancora in costruzione come la Roma. Inutile dire che il punto di forza è la velocità. Embolo, Thuram, Johnson, Plea, Lainer e Wendt sono calciatori rapidi e imprevedibili. Se trovati in giornata possono diventare letali. Bisognerà fare attenzione soprattutto al Borussia Park, uno stadio dove il tifo fa la differenza e tante big anche europee hanno sofferto. La caratteristica principale di Rose, almeno al Salisburgo, era l’enorme intensità e il pressing alto delle sue squadre. Attenzione a questa arma che le squadre italiane in Europa dimostrano di soffrire molto.

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Punti deboli

La giovane età della “banda Rose” può essere certamente un limite in competizioni difficili come l’Europa League. Se è vero che si gioca con spensieratezza, allo stesso modo la mancanza di esperienza diventa un punto debole quando si affrontano calciatori e squadre già abituate a certi palcoscenici. La difesa, basti vedere la gara contro il Lipsia persa 3-1, appare come il suo tallone d’Achille. La propensione offensiva della squadra e anche dei suoi centrali come Ginter (un passato da mediano) porta i Fohlen ad allungarsi molto. Qui dovrà essere brava la Roma a ripartire con rapidi contropiedi.

L’avversaria: Bayer Leverkusen

Ecco la squadra più pazza di Germania. Pazza perché da anni annovera tra le sue fila alcuni tra i più grandi talenti d’Europa e di Germania non riuscendo mai a vincere un titolo e alternando vittorie di prestigio a sconfitte fragorose. E per dare continuità a questa tradizione, è stato ingaggiato un allenatore ancora più “pazzo” come Peter Bosz.

“Bosz effect”

L’ex tecnico di Ajax e Dortmund è infatti il tipico allenatore estremista che non si accontenta del risultato ma lo cerca sempre attraverso gioco e spettacolo. E questo ha portato il Leverkusen ad acciuffare la qualificazione Champions solo all’ultima giornata nonostante avesse a disposizione campioncini come Kai Havertz (miglior giovane di Germania nel 2019), Leon Bailey, Julian Brandt, Lucas Alario, Kevin Volland, Aranguiz, Bellarabi e il baby fenomeno Paulinho (pagato 25 milioni di euro a 18 anni). Con una squadra così si potrebbe anche lottare per il titolo a meno che non ti chiami Bayer Leverkusen.

Il super talento del calcio tedesco Kai Havertz, classe 1999

La gestione del dg Rudi Völler è comunque positiva, perchè quello che gli chiede la società è di restare sempre tra le prime 4 del campionato e di far crescere i propri talenti per poi rivenderli a prezzi esorbitanti. Il modello della Bayer si ispira molto a quello della Red Bull, e nonostante la loro forza economica si preferisce spendere bene i propri soldi soprattutto nella ricerca di giovani talenti.

Scopriamo i segreti tattici di Peter Bosz

Ma i tifosi vogliono di più e chiedono un titolo. Magari vogliono che non finisca come nel 2001 quando in 15 giorni i rossoneri persero Campionato e finale di Champions League in un suicidio sportivo che in Germania ancora ricordano. La campagna acquisti è stata molto intelligente e ceduto Brandt al Dortmund, Bosz ha chiesto espressamente di tenere tutti gli altri (Havertz su tutti rifiutando offerta di 50 milioni dal Bayern) e rimpinguando il centrocampo con tre calciatori di qualità come Demirbay, Diaby e Amiri. La rosa è completa e quello che le manca per il salto di qualità si riassume solo in una parola: continuità.

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La BayArena di Leverkusen, gioiello da 32.000 posti – photocredit WDR

Cosa temere

Se la Juventus giocherà da Juventus, difficile che le “aspirine” possano impensierire i Campioni d’Italia. Attenzione però al gioco in velocità di Bosz, che quando decide di vincere la partita è capace di imbrigliare anche squadre più forti. Molto starà alla vena dei suoi giovani talenti e alla rapidità sulle ali di “razzi” come Bailey e Bellarabi, capaci di cambiare il corso delle gare da soli. Il centrocampo è molto forte e tecnico, li dovrà stare attenta la Juventus a non abbassarsi troppo per non dare iniziativa ai vari Havertz e Demirbay molto bravi negli inserimenti senza palla e in zona gol. Lo scorso anno in due hanno realizzato la bellezza di 24 gol e 31 assist (solo Havertz ha messo a segno 20 reti).

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Il super talento jamaicano Leon Bailey – photocredits Bundesliga.com

Punti deboli

La difesa è lo storico punto debole del Bayer Leverkusen. Se la società investe tanti soldi dal centrocampo in su, difficile che lo faccia in difesa. Meglio optare per lo spettacolo, almeno da queste parti. Bender e Tah sono due nazionali tedeschi ma nessuno dei due è un top player. Sono bravi di testa ma abbastanza lenti, difetto che dovrà sfruttare la Juventus con la velocità dei suoi attaccanti. Con l’arrivo di Bosz e il conseguente cambio di modulo e di strategia, la difesa è ancora più esposta agli attacchi avversari. Non sempre si può vincere 5-4, per questo senza una registrata, difficile anche in questa stagione portare a casa un titolo.

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