Ivano De Matteo, nuovo film in arrivo

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Di Redazione Metropolitan

Il 30 gennaio in sala il nuovo film di Ivano De Matteo, “Villetta con ospiti”, quadro inedito della borghesia.

Il fitto gelo della decadenza sociologica si scaglia sferzante sui rapporti umani che sempre piú si infittiscono di ambiguità, malignità, oscuri sottintesi. La diffidenza è di casa e la circospezione in rapporto al prossimo scaturisce sempre più dettagliata e prevenuta. Questa tensione invisibile e onnipresente è antropologizzata nei film di Ivano De Matteo, quadri di società decadente, del quale vedremo in sala la nuova opera “Villetta con ospiti”.

Il cast di "Villetta con ospiti" foto dal web. Ivano De Matteo
Il cast di “Villetta con ospiti” foto dal web

“Villetta con ospiti” girato tra Roma e Bassano Del Grappa racconta l’ipocrisia di una borghesia perbenista e crudele che di giorno mostra il cantico della sua placidia e di notte le efferatezze della sua ambiguità. Ventiquattr’ore di vita di una classe sociale costantemente al limite tra ordine e caos. Sullo sfondo i biblici sette peccati capitali, guide incondizionate delle efferatezze che compieranno i protagonisti. Scritto insieme alla moglie Valentina Ferlan, sesta collaborazione insieme, romanticissimo, con un cast ricco a partire da Marco Giallini, Bebo Storti, Michela Cescon, Massimiliano Gallo e l’attrice rumena Cristina Flutur, premiata a Cannes per “Oltre le colline”. Per Ivano De Matteo regista di matrice Polanskiana, interessato al sottoterra emotivo oscuro dell’uomo, questo a sua discrezione è il film che si avvicina più alla poetica di Louis Malle, con un accenno infratestuale al “Signore e signori” (1965) di Pietro Germi.

Marco Giallini in "Villetta con ospiti" foto dal web. Ivano De Matteo
Marco Giallini in “Villetta con ospiti” foto dal web

Ivano De Matteo ancora autore di nicchia del cinema italiano, questo noir di provincia ne può tessere definitivamente le lodi assurgendolo a figura di spicco conclamata e riconosciuta, che già meritava di più ma non è mai troppo tardi per rimediare.