J-Ax parla di quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza sul suo profilo Instagram; il rapper ha anche spiegato perché non è intervenuto prima sulla questione.

Gaza, J-Ax parla di quello che sta succedendo in in lungo post su Instagram

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J-Ax ha parlato in un lungo post su Instagram di quello che sta succedendo nella Striscia di Gaza, spiegando anche perché non è intervenuto prima a riguardo.

“Siamo di fronte a una grande tragedia e ingiustizia, e penso che se rimaniamo zitti o non facciamo niente verremo giudicati dalla storia, come la storia ha sempre fatto in questi casi”.

Ha scritto nella didascalia a corredo del post pubblicato. Il rapper, in seguito, ha sottolineato la sua apprensione al tema spiegando di non essere intervenuto a per non rischiare di vampirizzare una tematica così importante:

“Come tutti ho seguito ciò che sta succedendo a Gaza con apprensione ormai da mesi. Non sono mai intervenuto sulla questione per tre semplici motivi ed è inutile girarci attorno o dire altro: forse non volevo sembrare qualcuno che cerca attenzione vampirizzando una situazione così tragica, non avevo gli strumenti per capire la vastità della situazione, anche perché i nostri media non ci stanno raccontando tutto quello che realmente accade da quelle parti, e semplicemente sono stato pavido.

Ma certe cose, da quando sono diventato padre, diventano, se possibile, ancora più dolorose e inaccettabili da vedere. Ciò che è successo il 7 ottobre 2023 è qualcosa di mostruoso e ingiustificabile perché sono state colpite persone innocenti”.

J-Ax ha, in seguito, proseguito:

“A ottobre il ministro della Difesa israeliano Yoav Gallant ha ordinato “l’assedio completo della Striscia di Gaza” in questi termini: ‘Ho ordinato il completo assedio: non ci sarà elettricità, né cibo, né benzina. Tutto è chiuso. Stiamo combattendo animali umani e ci comporteremo di conseguenza’. E possiamo dire che ha mantenuto la parola.

Stiamo assistendo a un vero e proprio genocidio, con bambini che muoiono di fame, campi profughi bombardati, ospedali, scuole e intere città rase al suolo”, prosegue ancora Ax. “E questo – prosegue – sta avvenendo perché è stato deciso che la vita di un bambino palestinese non vale quella di un bambino europeo o americano. Perché è stato deciso che qualcuno è umano e qualcun altro no”.

E, infine, ha concluso:

”Tanti quando leggono libri o guardano film che parlano di grandi tragedie o ingiustizie amano dire agli altri ma soprattutto a loro stessi: ‘ah, io fossi stato lì mi sarei comportato diversamente, avrei fatto qualcosa. Bene, ora siamo di fronte a una grande tragedia e ingiustizia e penso che se rimaniamo zitti e non facciamo niente verremo giudicato dalla storia, come la storia ha sempre fatto in questi casi”.

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