“Un classico è un libro che non ha mai finito di dire quel che ha da dire”. Queste le parole di Calvino. Così si potrà definire l’intera produzione di Jack London. Tra gli scrittori americani più amati e influenti. Da venerdì 16 ottobre 2020 in Cineteca Milano MIC al via la rassegna “Il richiamo di Jack London“, omaggio al grande autore americano, attraverso un viaggio nelle sceneggiature cinematografiche più famose, tratte dalle sue opere.
Nessuno come lui ha saputo raccontare, con la stessa forza espressiva, natura e cultura, uomo e animale. I suoi romanzi hanno nutrito in più occasioni l’immaginario cinematografico. Hanno cibato la fantasia, con quelle “fughe” nella primitiva libertà della foresta. Accanto ai lupi, suoi “fratelli selvaggi”. Impartendo, tra le righe, lezioni di vita come Vangeli agli esseri viventi: “La legge era divorare o essere divorati”. Questo nel romanzo del lupo con un quarto di sangue di cane, “Zanna Bianca“. Dove recita dettagliatamente il suo addomesticamento, ricavato dalle esperienze dello stesso London.
Jack London e il suo mondo
Jack London ha ispirato “Il lupo dei mari“, il film di Michael Curtiz, fino al recentissimo “Martin Eden” di Pietro Marcello, presentato a Venezia76, adattamento dell’omonimo suo romanzo, che sposta la vicenda da San Francisco a Napoli, e pone il suo protagonista al centro dei dibattiti politici italiani di inizio ‘900. L’evasione dalle convenzioni, dalla civiltà come da una prigione, sono immagine emblematica della sua scrittura.
L’allontanarsi dalle leggi dell’uomo riappropriandosi del contatto con la natura, questo il segreto delle sue opere. Essenzialità allo stato puro. “Ancestrali ansie vagabonde, balzano d’improvviso alla vita; insopportabile si fa la catena dell’abitudine, dalle nebbie del sonno si desta l’antica natura ferina”. Come affondare i denti fino la radice, alla sostanza delle cose. Come si può non sentirla, la natura indomabile?

Un richiamo, selvaggio e libero
“Quando nelle lunghe notti gelate levava il muso alle stelle gettando lunghi ululati nello stile dei lupi…” Tutto incarna amore e naturalezza, infiamma e appassiona, in una foresta intesa come paradiso. Lo si capisce anche senza essere un boy scout. Basta essere affamati, infreddoliti come alla ricerca di un tiepido fuoco.
Federica De Candia per MMI e Metropolitan cinema. Seguiteci!





