Jacques D’Amboise, il ballerino del New York City Ballet

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Di Marianna Soru

In questo nuovo appuntamento con Passi di danza scopriamo la vita di Jacques D’Amboise. Ballerino del New York City Ballet, scomparso lo scorso 2 maggio a Manhattan per un infarto. Oltre a essere ballerino poi, è stato coreografo, attore e insegnante.

Joseph Jacques Ahearn nasce il 28 luglio 1934 a Dedham, in Massachussetts, da padre di origini irlandesi, e da madre di origini franco-canadesi. Sviluppa sin da piccolo una grandissima passione per la danza e il balletto. Infatti, entra a soli sette anni nella scuola di George Balanchine, la School of American Ballet, dopo essersi trasferito a New York con la famiglia, che cercava di inseguire il “sogno americano”. Comincia cosi una grandissima carriera, dopo aver convinto i genitori a cambiare cognome in “D’Amboise” perché, a detta sua, suonava più aristocratico.

La carriera di Jacques D’Amboise

Jacques comincia così un percorso straordinario. Infatti viene ammesso, a soli 15 anni, al New York City Ballet. Comincia a prendere parte ai primi spettacoli, e nel 1953 viene promosso a primo ballerino. Sviluppa un rapporto di grande fiducia con George Balanchine, tanto che il geniale maestro e coreografo scrive per lui ben 24 ruoli. Inoltre, oltre alla carriera di ballerino, si fa strada anche nel mondo del cinema. Infatti, sia nel 1954, che nel 1954, è nel cast di Sette spose per sette fratelli, mentre nel 1956 partecipa a Carousel. Nel 1986 parteciperà anche a Un poliziotto fuori di testa.

Nel 1976 poi fonda il National Dance Institute, che si occupa di insegnare e promuovere il balletto tra i bambini. Nei primi anni raggiungeva a malapena 30 iscritti, nel 2021 conta ben 2 milioni di studenti. Decide di ritirarsi molto presto dalle scene, a soli 50 anni, pur continuando ad apparire in tv e in alcuni documentari. Muore, sfortunatamente, il 2 maggio scorso, per alcune complicazioni dopo un infarto. Lo ricordiamo come un pilastro nel mondo del balletto americano, e nella promozione della danza tra i giovani.

Marianna Soru

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