A luglio di questo anno fa la comparsa nelle nostre fumetterie James Bond – Black Box, volume che si aggiunge alla serie di fumetti iniziata nel 2015, firmata Warren Ellis, che ha rilanciato il personaggio del famoso agente segreto britannico (James Bond – Vargr e James Bond – Eidolon). Rispetto al James Bond di Ellis, definito da Benjamin Percy (scrittore di Black Box) come “crudo ed estremamente cupo”, il Bond di Percy, a sua detta, parte da un’immagine più giocosa del personaggio; cosa che posso confermare tra lotte con selfie-stick e polpi atterrati sul parabrezza.

La storia segue un Bond che si sposta dalle Alpi francesi fino al Giappone con la missione di distruggere un super hard disk esterno (la black box per l’appunto) portatore di uno dei più grandi poteri del ventunesimo secolo: le informazioni.

(Photo Credits. Rapha Lobosco)

La storia è improntata sul filone classico di ogni film d’azione che si rispetti: l’eroe senza cuore che vuole fare il suo lavoro; la controparte femminile che si divide tra voce della coscienza e amante improvvisata; ambientazione trasportata in Giappone, paese che non ha mai perso il suo fascino esotico; e ovviamente il lieto fine improntato all’insegnamento morale. Non sarà qui infatti che troveremo il punto di forza del fumetto, il quale riporta una storia già sentita e risentita, con tanto di riferimento ormai entrato nella cultura di massa alla pericolosità della tecnologia quando va a minare la privacy delle persone e dei governi.

Personalmente la cosa che mi ha sicuramente colpita è stato il disegno, non solo nel suo stile pulito e pieno di ombre in cui si respira un Sin City a colori, ma soprattutto nel magistrale uso delle immagini per ottenere un buon effetto narrativo e descrittivo d’impatto; cosa che fa apprezzare al massimo l’artista brasiliano (naturalizzato irlandese) Rapha Lobosco, per ora autore di poche opere fumettistiche anche se di successo. Sembra di vedere un fumetto diretto da Quentin Tarantino, anche se senza la brillantezza dei dialoghi tipica della sua filmografia.

(Photo Credits: Rapha Lobosco)

Per quanto sia un tratto distintivo di tutta la parte grafica, ho respirato la potenza narrativa soprattutto in tre tavole: nella prima vi è un’intera scena all’interno della quale James Bond prima scruta un nemico alle sue spalle grazie all’immagine apparsa sul telefono di una coppia pronta a farsi un selfie e poi approfitta dello scudo formato dai numerosi obbiettivi dei telefoni cellulari puntati su di lui e i suoi nemici; nella seconda siamo trasportati nella famosa foresta dei suicidi di Aokigahara con uno stile che qui ricorda veramente al massimo le tavole di Sin City tra scheletri e ombre; e nella terza siamo catapultati nella base segreta del cattivo di turno giapponese che – rullo di tamburi – è situata a Fukushima.

(Photo Credits: Rapha Lobosco)

Tutte queste scene sono quelle più significative che trasportano James Bond, personaggio che ormai ha raggiunto più il livello di archetipo narrativo che quello di personaggio stereotipico, non solo nella nostra contemporaneità, ma anche in una sua versione 2.0. Sembra quasi un rituale di iniziazione – questa volta fumettistico – che accompagna la famosa spia nello spogliarsi del suo involucro passato, con il fine di indossare una sua nuova veste in grado di raccontare qualcosa anche a quest’epoca, facendosi guidare dalle citazioni di oggetti, luoghi e situazioni che hanno avuto e hanno ancora una forte eco mediatica. 

L’unica pecca purtroppo, come accennato prima, è la trama scontata che si muove dal rapporto simil Groucho-Dylan tra Bond e l’esperto di tecnologie Boothroyd (cosa ben nota nel panorama 007) al nemico sfigurato e latore di morte come missione ideologica, con dei risvolti di trama che risaltano principalmente grazie alle immagini. Sicuramente non si avrà mai la sensazione di stare a leggere qualcosa che non sia 007, che in fondo per molti potrebbe essere un pregio.

Consigliandovi di perdervi tra i colori netti e i disegni curati di James Bond – Black Box (Panini Comics; 19,00 euro), vi invito a dirmi la vostra nei commenti.

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