Ora è ufficiale: Jannik Sinner giocherà la sua prima finale ATP, diventando il primo tennista della storia nato nel 2001 in una finale del circuito maggiore. Il verdetto è il risultato della prima semifinale all’ATP 250 di Sofia, dove Jannik ha la meglio su Mannarino con il punteggio di 3-6, 5-7. Tra Jannik e il successo finale adesso c’è soltanto uno tra Pospisil e Gasquet, che nel pomeriggio giocheranno la seconda semifinale.
Sinner: la solita macchina da guerra
Un primo set solidissimo da parte di Sinner, perfetta sintesi della mentalità con la quale ha affrontato il torneo fino a questo momento. Il tennista altoatesino è infatti bravo a non concedere palle break all’avversario, per poi passare al comando del set durante il sesto game. Mannarino infatti, pur trovandosi avanti nel game, non riesce a chiuderlo offrendo a Sinner una palla break che viene prontamente sfruttata. Il resto del set non riserva ulteriori sorprese, chiudendosi in poco più di mezz’ora con un esito che non è mai stato in discussione.
Complice un Mannarino che cresce di intensità, il secondo set si preannuncia di tutt’altro tenore rispetto al primo. I primi momenti di difficoltà per Sinner giungono tra il quarto e il sesto game, dove si vede costretto a fronteggiare tre palle break. Nonostante il buon gioco del francese, in entrambi i casi Jannik trova nel servizio la via d’uscita ad un momento complicato del match. Sebbene l’inerzia del match sembrasse da parte di Mannarino, nell’undicesimo game arriva a sorpresa il break in favore di Sinner. Un ultimo game giocato a livelli impressionanti regala a Sinner la prima finale ATP
Una vittoria non così scontata
Nonostante Sinner sia riuscito ad archiviare la pratica Mannarino in poco meno di un’ora e mezza, la partita è stata più difficile di quel che sembra. Il tennista francese infatti nel secondo set ha messo in grande difficoltà Jannik, con un rovescio incrociato che gli permetteva di aprire il campo efficacemente. Solamente affidandosi ad una concentrazione mai venuta meno, l’altoatesino può godersi una vittoria tutto sommato meritata. E c’è da scommettere che il 2020 è solamente il preludio di un anno ben più importante per Jannik.





