Musica

Jimi Hendrix, “Il Blues è facile da suonare, ma difficile da sentire dentro”

Compie oggi gli anni James Marshall Hendrix, divenuto famoso con il nome d’arte Jimi Hendrix! Nato a Seattle il 27 novembre del 1942 è stato, senza ombra di dubbio, uno dei migliori chitarristi statunitense. Un innovatore nell’uso della chitarra elettrica, un precursore per le future evoluzioni della musica rock attraverso un’inedita fusione di blues, rhythm and blues, soul, hard rock e psichedelia.

Jimi Hendrix attraverso le sue canzoni più famose

Jimi Hendrix, “Il Blues è facile da suonare, ma difficile da sentire dentro”
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Nacque come Johnny Allen Hendrix al King County Hospital di Seattle, da madre cheyenne e padre afroamericano. Fu in seguito ribattezzato James Marshall dal padre. Il piccolo James passò l’infanzia in un quartiere disagiato. Dopo la separazione dei suoi genitori, all’età di 9 anni, fu affidato alla nonna paterna, l’unica persona in grado di garantirgli un minimo di stabilità. Nel 1958 sua madre morì ed il padre gli regalò la sua prima chitarra. La scoperta dello strumento fu per lui come un’epifania. Nonostante la chitarra fosse per destrimani, mentre lui era mancino, imparò velocemente a suonarla rovesciandola. Questa abitudine caratterizzò tutta la sua carriera artistica. Così inizia la leggenda di Jimi Hendrix. Andiamo a riscoprirla attraverso i suoi brani più iconici.

Hey Joe, l’ingresso di Jimi Hendrix nelle classifiche britanniche

L’ingresso di Jimi nella storia della musica parte da una cover. Una straordinaria versione del brano Hey Joe, un blues di Billy Roberts. Hendrix reinterpreta la canzone nel 1966, sulla base di una versione folk prodotta da Tim Rose. Liquidato dal direttore artistico della Decca come un brano mediocre, venne rivalutato dal manager degli Who, Kim Lambert, che convinse la Polydor a pubblicarlo. I risultati furono straordinari.

Purple Haze

Altro estratto dal primo album della Experience, Are You Experienced. Lanciato come singolo nel 1967 è un brano basato su un riff martellante e ipnotico. Il testo è molto ispirato ed è scritto dallo stesso Hendrix, di getto. Il verso “Excuse me while I Kiss the Sky“ è entrato con pieno merito nella storia della musica rock.

Little Wing

Tra le canzoni più significative di Jimi non può mancare questa ballata. Tratta dall’album Axis: Bold as Love, sono poco più di due minuti di pura magia. Un pezzo elegante, leggiadro, mistica e dolce, ma allo stesso tempo tagliente. Uno dei brani più coverizzati dell’intera discografia di Jimi: da Santana a Stevie Ray Vaughan, da Jeff Beck a Sting.

All Along the Watchtower

Altra cover che ha reso Jimi immortale! Stavolta ad accendersi è lo splendido brano di Bob Dylan. Il chitarrista lo ripropone nell’album Electric Ladyland, in una veste totalmente stravolta. Suonata con un cambio di tonalità e una sequenza di accordi modificata è il più alto momento di fusione tra il rock di stampo classico e di quello psichedelico. Questa versione di Hendrix è diventata più famoso rispetto all’originale di Dylan.

Voodoo Child

Pubblicato subito dopo la sua morte, come spesso accade in questi casi, è arrivato al primo posto della classifica inglese. Anche questa canzone è tratta dal disco Electric Ladyland del 1968, ma è stata pubblicata come 45 giri nel 1970, poco dopo la morte del chitarrista. Uno dei pezzi più famosi e apprezzati di Hendrix. Spesso viene confusoe con la jam blues Voodoo Chile, anch’essa presente nel terzo album della Jimi Hendrix Experience.

The Wind Cries Mary, la dedica di Jimi Hendrix alla sua fidanzata

La creatività di Jimi nel 1967 fu davvero un qualcosa di particolare. Lo stesso Mitch Mitchell, a tal proposito, disse che “all’improvviso Jimi cominciò a scrivere un’infinità di canzoni che sembravano magicamente emergere da un cilindro.” Quando si presentò in studio con tutto questo materiale, rimasero tutti a bocca aperta. In venti minuti circa avevano finito questa bellissima canzone dedicata alla sua ragazza di allora. Una volta riascoltata, sapevano che avevano davanti il terzo singolo della band. Dopo la tempesta elettrica di Purple Haze venne la calma di The Wind Cries Mary. La prima delle grandi ballad di Hendrix, un genere dal quale usciranno molte delle sue migliori canzoni.

Castles Made Of Sand

Questa canzone ha un’introduzioni di chitarra che dimostra come Jimi fosse in grado di costruire una canzone a partire dalle sei corde come nessun altro. Un pezzo triste e bello, parla di sogni che crollano come castelli di sabbia, con tre storie che finiscono male. Nella prima una coppia combatte per il loro amore ma alla fine si separa. Nella seconda un giovane guerriero indiano viene ucciso poco prima di partecipare alla sua prima battaglia e nella terza possiamo ascoltare la storia di una ragazza maltrattata che finisce per suicidarsi. Tutto questo è portato allo stato onirico dalla sua chitarra malinconica che sembra dirci che i sogni, come i castelli, sono fatti di sabbia e si dissolvono nel mare.

Angel

Terminiamo la nostra carrellata dei brani indimenticabili e più famosi di Jimi Hendrix con una delle ultime canzoni della sua carriera. Angel è presente nell’album The Cry Of Love, uscito dopo la morte del chitarrista. La canzone, tuttavia, era in circolazione da molto più tempo, Hendrix l’aveva composta poco dopo aver finito Axis: Bold As Love e una prima demo risale alla fine del 1967. Ma fu solo nel 1970, nel suo studio Electric Lady appena aperto.

Alessandro Carugini

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Alessandro Carugini

Nato a Pisa nel 1978, è uno speaker radiofonico conosciuto come The Mexican per i suoi modi calmi e sempre posati. Fin da bambino cresce con la musica nelle orecchie ed i vinili tra le mani, passando da ascoltatore a collezionista e pian piano ad esperto ed attento “musicologo“. Ad oggi collabora con diverse riviste e magazine, online e cartacei, e raggiunge l’apice della soddisfazione nel 2021 collaborando con la rivista inglese Record Collector.
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