Il giovane Joan Mir si è laureato campione del mondo MotoGP in una delle stagioni più pazze e strane di sempre. In un mondiale disputato in piena pandemia, il pilota Suzuki è riuscito a sfruttare ogni occasione favorevole, collezionando podi a ripetizione ed una vittoria nel momento decisivo. Il suo modo di gestire la stagione lo ha fatto risultare furbo anche agli occhi dei colleghi che, per errori o prestazioni deludenti, non hanno fatto della costanza la loro arma. Ma la domanda che tutti si pongono è questa: Joan Mir sarebbe campione anche se Marc Marquez non si fosse infortunato e auto eliminato?

Joan Mir è diventato campione solo e soltanto per merito suo
Tanti sostengono che con Marquez a pieno regime, non ci sarebbe stata storia né per Mir né per nessun altro pilota sulla griglia. Effettivamente la prima gara di Jerez aveva messo in mostra una superiorità allucinante del numero 93, il quale aveva rimontato dalle retrovie dopo un errore ad inizio gara per poi cadere e infortunarsi seriamente all’omero destro. Il fatto è che gli sport motoristici sono pericolosi per loro natura e la possibilità di farsi male è dietro ogni curva. Anche Mir lo ha ribadito dopo aver vinto il titolo:
“Marc non era assente, ha corso e si è infortunato, non è stato rapito. È stato assente a causa di un suo errore, come gli è successo al suo primo anno con Pedrosa e Lorenzo che furono vittime di un infortunio. Vuol dire che il primo titolo di Marc ha meno valore?”

Che poi non sarebbe stato strano vedere Marquez incappare in alti e bassi come è capitato a tutti gli altri piloti. Esempi ce ne sono a bizzeffe, basta citare Andrea Dovizioso. Egli era il candidato numero uno al titolo con l’assenza di Marc, ma le difficoltà di adattamento alla nuova gomma posteriore Michelin lo hanno messo in difficoltà tutta la stagione. O Quartararo e Vinales, partiti a Jerez come dei razzi e sprofondati poi nelle sabbie mobili insieme ai problemi della Yamaha. Anche Valentino Rossi ne è l’esempio, tagliato fuori per due gare a causa del Covid.

Marc Marquez sarà anche un alieno e un fenomeno indiscusso del motociclismo moderno, ma è pur sempre umano. E come tale, queste vicissitudini potevano capitare anche a lui. Sarebbe quindi irrispettoso e denigratorio nei confronti di Mir declassare il risultato che ha raggiunto, perché nel Motomondiale (o in qualsiasi altro sport) chi vince ha sempre ragione. L’incertezza poi rende tutto più affascinante e Marquez, quando tornerà, dovrà vedersela con tanti che le certezze quest’anno se le sono guadagnate in pista.
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Riccardo Zoppi





