Ok, nessuno lo aveva davvero previsto. John Galliano + Zara non era sulla nostra bingo card del 2026, e invece eccoci qui. Il designer più teatrale, più drama, più couture-coded di sempre sta per mettere le mani sugli archivi di Zara e rifare tutto a modo suo. Non è la classica collab “capsule e via”. Qui si parla di un progetto lungo, strutturato, quasi da laboratorio creativo: Galliano prenderà capi delle vecchie collezioni Zara e li smonta, ricostruisce e trasforma in nuove versioni completamente diverse.
In pratica? Zara vintage che rinasce con energia couture.
John Galliano torna (e sceglie Zara): plot twist totale, “rework” ma versione alta moda
La cosa più interessante è proprio il processo. Non è solo design, è quasi storytelling fashion. Galliano lavorerà sugli archivi Zara come se fossero materia viva: tagli, drappeggi, nuove proporzioni, nuovi tessuti, nuovi colori. Tutto filtrato dal suo stile iper riconoscibile — quello fatto di silhouette teatrali, dettagli storici e vibe un po’ dark romantic. È un po’ come prendere fast fashion e dirle: ok, ora diventiamo fashion-fashion.
Negli ultimi anni Zara sta facendo una cosa molto precisa: alzare il livello. Meno “fast”, più “fashion”. Prima le collab con designer di culto, poi le campagne sempre più editoriali, poi i flagship che sembrano gallerie d’arte. Ora arriva Galliano, che è praticamente l’opposto della moda veloce. E questo dice tantissimo: Zara non vuole più essere solo accessibile, vuole essere credibile anche a livello creativo.
Galliano era sparito? Not really
Dopo l’uscita da Maison Margiela, Galliano era un po’ low profile, ma mai davvero fuori dal radar. Chi ama la moda lo sa: quando uno così sparisce, non è perché ha finito le idee. E infatti torna con un progetto che è super lui: artigianale, concettuale, un po’ imprevedibile. Parliamo di uno che ha reso iconici i bias cut dress, che ha trasformato le sfilate in spettacoli teatrali, che riesce a prendere qualcosa di classico e renderlo completamente nuovo. Portare questa energia dentro Zara è… interessante, per dirla soft.
Cosa aspettarsi (spoiler: niente di basic)
Le prime collezioni arriveranno da settembre e già si capisce che non sarà roba safe. Aspettati silhouette strane ma bellissime, layering, dettagli couture su capi apparentemente semplici, pezzi che sembrano vintage ma anche futuristici allo stesso tempo.
Non la solita giacca Zara, per capirci.





